Sassari: I Gremi, i protagonisti della Faradda

I grandi protagonisti della Discesa dei Candelieri sono i Gremi, diretti discendenti delle antiche corporazioni di arti e mestieri. L’origine della Faradda risale alla seconda metà del XIII secolo, quando la città si trovava sotto la dominazione pisana e da Pisa fu mutuata l’offerta della cera alla Madonna la sera della vigilia dell’Assunzione. Nei secoli XVI e XVII assunse la forma di Voto all’Assunta, formulato dai Gremi insieme alle autorità cittadine. In particolare, le numerose pestilenze che si susseguirono in quei decenni portarono all’offerta di dieci grossi ceri di legno (una prima ordinanza del 1531 disciplina l’ingresso dei candelieri a Santa Maria). Tra il XVI ed il XVII secolo furono redatti gli statuti dei Gremi, ciascuno dei quali si dotò di una cappella (la maggior parte a Santa Maria, ma anche al Duomo, a Sant’Agostino, a San Pietro di Silki, alla Trinità) per la celebrazione dei loro riti religiosi, ma anche per seppellire i loro defunti. Ciascuno dei Gremi, nel giorno della festa dedicata al patrono (o patrona, diversi gremi hanno la Madonna, con differenti denominazioni) nomina al proprio interno gli obrieri (obriere maggiore, obriere di Candeliere e terzo di cappella). I Gremi ammessi a partecipare con un loro candeliere attualmente sono attualmente 11: Macellai (Li Mazziddaggi, in sassarese), Fabbri (Li Frairaggi), Piccapietre (Li Piccapidreri), Viandanti (Li Viaggianti o Li Carrattuneri), Contadini (Li Zappadori), Falegnami (Li Masthri d’ascia), Ortolani (Li Osthurani), Calzolai (Li Cazzuraggi), Muratori (Li Frabbiggamuri), Sarti (Li Trapperi) e Massai (Li Massai). Altri due gremi non sono invece ancora presenti alla Faradda. La partecipazione dell’Arcigremio della Mercede, in realtà già decisa da alcuni anni, è attualmente ancora sospesa in attesa di sciogliere alcuni aspetti che riguardano nome (Gremio dei Braccianti) e divisa. L’ultimo gremio nato (nel 1938) è quello degli Autoferrotranvieri.

 

Faradda, la Festa di Sassari

La Discesa dei Candelieri assunse la fisionomia attuale nel 1500, anche se fu ufficializzata solo nel 1652, quando Sassari fu colpita ancora una volta dalla peste e si invocò Maria affinché la città venisse liberata dal male che stava falcidiando la popolazione. Sassari città mariana per eccellenza, che per secoli ha trovato nelle devozione alla Beata Vergine grandi manifestazioni di fede. Anche la Processione del Voto di fine maggio è dedicata alla Madonna, alla Beata Vergine della Grazie, compatrona della città. La Faradda è invece legata al culto della Vergine Dormiente, di origine orientale. Il voto del 14 agosto è infatti rivolto all’Assunta. Un evento che si perpetua da secoli e che ruota intorno a tradizioni che si ripetono secondo precisi rituali. Amministrazione comunale, Curia e, soprattutto, i gremi, eredi diretti delle antiche corporazioni medioevali nelle quali erano inquadrati i lavoratori, ne rinnovano ogni anno i riti. Negli ultimi decenni si sono aggiunti alcuni eventi che anticipano la Festha Manna del 14 agosto. I Piccoli Candelieri, su iniziativa dell’Intergremio, i Candelieri Medi, il Candeliere d’Oro, d’Argento e Speciale (il 13 agosto), sono gli appuntamenti più rilevanti in calendario. Quest’anno l’emergenza sanitaria per il coronavirus ha portato alla dolorosa decisione di sospendere tutto. Rimarrà solo il Voto all’Assunta la sera del 14 agosto. La Faradda è – anzi, sarà nuovamente il prossimo anno – ciò che avviene il 14 agosto. Al mattino i riti legati alle Vestizioni dei singoli candelieri negli anni sono diventati momenti di grande richiamo. Assistere all’allestimento dei grandi ceri che a partire dalle 18 attraverseranno il centro storico con partenza da piazza Castello è emozionante, non solo per i gremianti, che in questo modo condividono con spettatori e anche i turisti mesi di lavoro e attesa. Ripagati la sera dal grande entusiasmo che i sassaresi riversano al passaggio dei grandi ceri in corso Vittorio Emanuele e in corso Vico. Con una tappa a Palazzo di Città, dopo le 20, per l’Intregu tra Massai e Municipalità ma soprattutto per il brindisi “A zent’anni” tra sindaco, Massai e autorità cittadine. Poi tutti a Santa Maria, per i “balli” finali dei candelieri e per la solenne funzione religiosa di scioglimento del Voto. È questo il momento più importante della Faradda, purtroppo negli ultimi decenni un po’ dimenticato dai sassaresi, anche per motivi legati alla sicurezza: non si può più entrare in piazza, tantomeno in chiesa. È qui però che la fede e la festa di popolo si fondono in gesti di grande religiosità, con l’omaggio alla Vergine Dormiente di fronte all’altare maggiore da parte di gremianti e portatori di candeliere e della Municipalità guidata dal sindaco, accolti dal padre guardiano e dai frati minori conventuali di Santa Maria di Betlem, presente l’arcivescovo. Sono i frati, insieme ai gremi, i custodi dello spirito mistico del Voto. E proprio al Padre Guardiano spettava e spetta ancora dare il benvenuto ai Gremi. C’è infine l’aspetto popolare della Faradda, sul quale giornali, tv, web e media in generale si soffermano forse più del dovuto, a cominciare dalla recentissima (risalirebbe agli anni ’70) tradizione dei fischi o degli applausi verso il sindaco e la Giunta comunale all’uscita da Palazzo di Città dopo il brindisi con i Massai.

 

Foto a cura di Libertà Settimanale

Riproduzione Riservata

 

© Riproduzione Riservata - Sardegna Società