Gonnesa: Testimoni di un glorioso passato

Ai piedi del monte Uda, in un’area ricca di giacimenti minerari noti già in epoca nuragica, fenicio-punica e romana, a metà strada tra le moderne città di Carbonia e Iglesias, nel sud-ovest della Sardegna, sorge uno dei paesi protagonisti dell’epopea mineraria isolana che, ad oggi, conta una comunità di circa 5000 abitanti: il comune di Gonnesa.

La presenza – ricchissima – nel suo territorio di vari siti archeologici quali domus de janas, nuraghi ed antichi villaggi testimoniano che, sin dall’epoche più remote, la vallata sia sempre stata sede di stanziamenti antropici. Basti l’esempio del villaggio nuragico di Seruci, importantissimo centro a confine con Portoscuso, che si estende su sei ettari oggi invasi dalla vegetazione mediterranea e conta un nuraghe antemurale turrito, una tomba dei Giganti ed un villaggio di oltre cento capanne.

In epoca medievale, l’abitato di Conesium (o Conesa o Conesi, così come citato nel Breve di Villa di Chiesa, antico documento medievale della vicina Iglesias) si svilupperà attorno la chiesa di sant’Andrea Apostolo, costruita tra XI e XIII secolo in stile romanico ben leggibile in facciata, come “domestica” cioè centro di aggregati rurali di proprietà del giudice di Cagliari, nella curatoria del Cixerri. Sin dal Trecento, l’economia del villaggio fu sempre caratterizzata, oltre che dalle tradizionali attività agro-pastorali, dallo sfruttamento degli abbondanti giacimenti minerari di argento, piombo, rame e zinco, attività che divenne intensissima a partire da inizio Ottocento – con il recupero e ripopolamento dell’antico villaggio per tre secoli abbandonato – fin dopo la seconda guerra mondiale.

Con la crisi dell’industria mineraria nel Dopoguerra e la cessazione quasi totale delle miniere di carbone e piombo, il paese ha fortemente voluto ridisegnare il suo scenario economico e sociale grazie al grande patrimonio storico-culturale e naturalistico, tra i quali spicca l’incontaminato gioiello della grotta di Santa Barbara, con un piccolo lago, arabeschi di aragonite e colonne di stalattiti e stalagmiti. Sono altresì vari i siti dismessi d’archeologia industriale immersi nei boschi ed oliveti circostanti, tra cui Monte San Giovanni e i villaggi Normann e Monteponi.

Ma è il turismo balneare il vero cavallo di battaglia dei gonnesini. Lo splendido tratto costiero del paese è lungo tre chilometri ed composto da sabbie fini e acque cristalline, suddiviso in tre grandi spiagge: Fontanamare, spiaggia di Mezzo e Porto Paglia.

 

 

In foto il complesso nuragico di Seruci

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