Lo Smart Working: Punti di forza e di debolezza nello scenario Italiano

Smart working: cos’è? Ne abbiamo sentito parlare tanto. E’ una modalità di lavoro diversa, alternativa, che aiuta il lavoratore a conciliare vita e lavoro mediante una sua organizzazione di orari e spazi. E’ il risultato di un accordo tra datore di lavoro e lavoratore nel rendere la prestazione lavorativa cd “agile”. Grazie allo smart working tantissime attività hanno avuto l’opportunità di proseguire nonostante il lockdown causa Covid-19. Ovviamente tale istituto concilia e si adatta perfettamente con le attività intellettuali e non con quelle manuali, un settore da non dimenticare. E’ importante analizzare, sia per l’imprenditore che per il lavoratore, punti di forza e punti di debolezza di questo strumento e capire se vi sono i presupposti per il suo proseguimento.

Partiamo con l’analizzare la posizione dell’imprenditore: I punti di forza sono senza dubbio la riduzione dei costi di struttura, un aumento della produttività dei dipendenti, un calo del livello di stress. L’utilizzo dello smart working permette una riorganizzazione degli spazi che prima, in alcuni casi, erano eccessivi. Pensate a grandi uffici, anche open space, o a strutture sfruttate solo per il 10-20% della loro capienza. Tutto questo si traduceva in affitti elevati, costi di elettricità non indifferenti, spese per le pulizie etc. Lavorare da casa da la possibilità all’imprenditore di decidere di cambiare sede, di ridimensionarla, di abbattere tutte queste spese. I dipendenti sono più produttivi, non perché svolgono straordinari ma perchè lavorano per obiettivi. Ancora, il loro livello di stress cala e di conseguenza l’utilizzo dello smart working potrebbe essere anche visto come misura di prevenzione e protezione per limitare il rischio stress lavoro correlato.

I punti di debolezza quali sono? Alcuni degli imprenditori che ho interpellato hanno paura di non avere più il controllo sui dipendenti e di dover retribuire gli stessi senza nessuna prestazione. La mia domanda però è:”perchè?” Non è successo fino ad ora, anzi! La produttività dei dipendenti è aumentata notevolmente ed anche grazie ad essa che le aziende hanno avuto la possibilità di avere un introito, seppur ridotto. Analizziamo ora la posizione del lavoratore: Sveglia presto, traffico, possibilità di incidenti, stress nella ricerca del parcheggio, poca presenza per gli affetti. Tutto questo è diventato: sveglia più tardi, più tempo da dedicare a se stessi e alla famiglia, zero stress legato all’utilizzo dell’auto, qualche soldo in più in tasca. Tutto questo si traduce nella libertà, sempre nel rispetto dei vincoli e delle regole. I punti di debolezza dello smart working quali potrebbero essere? Qualcuno cita isolamento del dipendente e solitudine, difficoltà nel distinguere orario di lavoro e tempo libero, conseguente calo di fatturato per aziende di settori specifici. Relativamente all’orario di lavoro è necessario che ognuno di noi sappia distinguere le due cose: se in ufficio lavoravo dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, lo stesso deve essere a casa. La cd. solitudine e isolamento devono essere evitati, anche perché l’uomo è un animale sociale e tale deve restare; per sopperire a tutto questo è essenziale il ruolo svolto dal responsabile delle risorse umane, il quale dovrà offrire momenti di confronto, supporto e di ascolto e fissare degli obiettivi. Dovrà saper incoraggiare il team, individualmente e collettivamente. Dovrà essere un bravo comunicatore, ora più di prima. Ed ora veniamo alla crisi di alcuni settori citati pocanzi: parlo ad esempio di aziende del settore ristorazione, di quello dei carburanti, di quello delle manutenzioni auto: chi lavora da casa non pranza fuori, fa il pieno di carburante con minor frequenza e di conseguenza anche la manutenzione della vettura con tempistiche più lunghe. Questo era inevitabile, ma in una società sempre più evoluta e tecnologica è necessario che ognuno di noi si adegui al progresso. In questo modo ne gioverà anche l’ambiente perchè minori emissioni equivalgono ad un più basso livello d’inquinamento oltre che ad una spesa pubblica più bassa. L’utilizzo più ridotto dell’auto inoltre può far calare il numero degli incidenti stradali. Cosa potranno quindi fare le attività citate pocanzi? Reinventarsi modificando le loro lavorazioni, proponendo convenzioni per consegne a domicilio o servizi diversi. In tal modo potranno acquisire una nuova fetta di mercato emergente e colmare alcune perdite con nuovi ingressi. Dopotutto, l’imprenditoria si basa anche sull’ingegno: pensate ai grandi marchi oggi famosi che sono dati dal nulla, molte volte sviluppate nelle cantine delle abitazioni. Dobbiamo affrontare i cambiamenti e saper reagire nel modo migliore!

 

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