Bill Viola ed il Cristo d’acqua

L’ acqua. Elemento vitale, fondamentale per l’esistere del tutto. Gli antichi lo sapevano bene, noi oggi tendiamo a dimenticarlo, pensiamo sia una risorsa infinita, la sprechiamo, l’inquiniamo, la disperdiamo nell’ambiente. Eppure noi stessi siamo fatti di acqua, non potremmo rinfrescarci d’estate senza di essa, idratarci, e anche divertirci in giochi d’acqua, nuotare, e lasciamo all’immaginazione tutti i molteplici usi. E l’acqua nell’arte? Protagonista assoluta da sempre. Simbolo per eccellenza di tantissimi aspetti legati alla vita umana. Basti pensare a quanto l’acqua è presente nell’arte religiosa, nelle rappresentazioni del Battesimo per esempio. Ecco, abbiamo solo introdotto alcune suggestioni ma non vogliamo fare qui un trattato sull’acqua nell’arte, vogliamo invece presentarvi un artista straordinario, vivente, che ha avuto l’intuizione di associare la forza simbolica dell’acqua (e non solo) alla tecnologia. Lui è Bill Viola.

Classe 1951, i temi di questo artista sono sempre complessi e filosoficamente profondi, sfiorano la teologia. La morte, la nascita, la spiritualità cristiana lo attraggono molto. Nelle sue opere performance tenta di dare delle risposte, o comunque di condurre ad una riflessione e utilizza molto volentieri l’elemento acqua. Il linguaggio privilegiato di Viola e la video art, le sue produzioni risultano sulla schermo così nitide e così verosimili che alla fine non si riesce a distinguere se ci si trova dinanzi un led oppure una tela ad olio. Le emozioni che traspaiono sono sempre d’impatto, di grande forza e l’acqua viene utilizzata come mediatore privilegiato. Le opere di Viola (da leggere come si scrive: Viola) dove l’acqua ricorre frequentemente sono davvero tante, e non si tratta solo di un elemento inteso come materiale per produrre l’opera o la performance, ma si tratta di un vero uso artistico dell’acqua, che diventa simbolo etico ed estetico. In che senso? Proviamo a spiegare. Avrete certamente avuto la possibilità di ammirare un corpo umano che si muove nell’acqua, nelle limpide acque di un mare come quello sardo per esempio, e certamente i movimenti sono fascinosi, l’armonia del corpo che nuota, o che fluttua, o che risale inerme a galla dal fondo blu, ecco questa magia è raccontata da Bill Viola nei suoi video, trasfigurando questa bellezza (estetica) con temi (etica) come la nascita, il corpo avvolto dalla placenta, elemento liquido, o il battesimo sinonimo di rinascita, di morte e rinascita a nuova vita, in alcune religioni. L’acqua in Viola rimanda anche alla dimensione onirica, segnaliamo il lavoro dal titolo The Dreamers dove l’acqua è percepita come confine tra la veglia ed il sonno, tra la vita e la morte. Con l’opera Ocean Without a Shore, che affronta questa dinamica Viola si aggiudica la partecipazione alla 52° Biennale d’arte di Venezia. Attori isolati in angoli grigi che passando attraverso una cascata d’acqua si ritrovano insieme in un nuovo ambiente questa volta a colori. Struggente. L’acqua è anche intesa come elemento devastante, pericoloso, invincibile, con inevitabili rimandi al rapporto tra uomo e natura. Ma sono i temi spirituali che rendono a nostro parere Bill Viola un vero profeta del mondo contemporaneo. La sua reinterpretazione dei soggetti religiosi rinascimentali, come La Visitazione del Pontormo che in Viola diventa una disperata conversazione tra due donne vestite di rosso, in un paesaggio urbano indifferente (denuncia sociale sulla condizione della donna) oppure la serie dei tre video intitolata Passions, dove ogni video ripensa la morte di Cristo, e quello che ci colpisce di più è la fedeltà interpretativa all’opera originale ma anche l’elemento di novità dirompente.

Nel video dedicato alla Pietà di Masolino da Panicale i personaggi dell’affresco prendono vita. Una vita lentissima, il video è in movimento ma la lentezza lo rende sospeso in un secondo che sembra un giorno, il Cristo cadavere viene tirato letteralmente fuori dal sepolcro da Maria e dalla Maddalena, che non hanno la forza per sorreggere un corpo morto, ma lo sostengono in bilico in attesa che prenda vita con la resurrezione. La novità? Il sepolcro è un pozzo, che sgorga acqua, limpida, chiara, fresca, la tomba fonte di acqua sorgente. All’occhio umano appare una scena di morte, all’occhio del cuore appare una rinascita. Il Cristo di Viola è fatto d’acqua. E’ vivo. Genio.

 

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