Vivere insieme ai pensieri

Introduzione

Un caro saluto a tutti i lettori. In questo mensile avremo modo di dedicare del prezioso spazio ai “pensieri”. Tanto importanti quanto scontati, essi ci permettono di connettere, analizzare, ma fondamentalmente essi in ogni secondo di vita ci accompagnano e danno forma al nostro agire quotidiano.

Analisi

Il nostro modo di pensare nasce e si struttura in linea con le nostre esperienze ed il contesto socio-culturale esistente. Questo elemento è fondamentale per comprendere quale evoluzione andranno ad assumere i pensieri, perché sulla base del nostro passato essi assumono una conformazione più o meno rigida che riverbererà possibili “vissuti disfunzionali” nella persona. SpecifIco il termine “disfunzionale” intendendo quel processo, che porta la persona ad un rallentamento e/o blocco nel suo adattarsi al contesto ambientale. Introduciamo e individuiamo un modello per comprendere come i pensieri possano prendere una svolta negativa e assumere una connotazione ossessiva. Il postulato base dal quale partiamo è che: la mente è immersa continuamente in una moltitudine di pensieri dei quali siamo e non siamo consapevoli. Maggiormente rigida è stata la nostra impostazione mentale nel concepire e vedere la realtà intorno a noi, più probabile sarà la possibilità che un pensiero prenda una forma ossessiva”. Per ossessivo intendiamo un funzionamento ripetuto, che non si attenua bensì aumenta arrivando ad avere una intromissione che rende diffIcoltoso il funzionamento. Ma cosa è che va a caratterizzare il pensiero ossessivo come problematico?

Il punto rilevante sta nel fatto che la persona non gli accetti, e gli consideri come inammissibili all’interno della propria mente. Il vissuto può essere descritto come: questi pensieri non sono miei e per tale ragione devo cercare di liberarmene. Sottolineo che se un pensiero emerge nella nostra mente, esso non può che essere nostro e generato da noi stessi. Altrettanto vero è che se un pensiero è dentro la nostra mente non per forza debba evolvere in un comportamento. Sottolineo proprio questo punto perché una delle grandi paure è proprio questa, il credere che un pensiero possa diventare obbligatoriamente realtà e tramutarsi quindi in comportamento. Consideriamo per esempio la visione di un oggetto tagliente con i possibili pensieri legati all’essere utilizzato per fare del male, o quello di potersi buttare da un ponte. Diventa subito chiaro come questa tipologia di pensieri possano subito diventare un enorme allarme se considerati non solamente come pensieri bensì come possibili comportamenti. Il principale obiettivo di coloro che si sentono ossessionati da un pensiero è quello di eliminarlo e di non integrarlo all’interno del funzionamento complessivo della persona. Il problema emerge proprio qui, perché più ci focalizziamo nell’eliminarlo più questo ritornerà in modo aggressivo cercando di riprendere il suo posto, un posto legittimo come ogni pensiero ha diritto di avere. Per comprendere meglio pensiamo di essere metaforicamente noi il pensiero “ossessivo” e di ritrovarci in una classe dove l’insegnante voglia metterci da parte senza darci modo di emergere. Personifcando il pensiero, questo e come esso si sente.

Un ultimo punto connesso ai pensieri ossessivi lo ritroviamo nel senso del dovere, circoscritto in quello stile che genera rigidità dentro ognuno di noi su cosa si debba e non si debba pensare in questo specifco caso. Il senso del dovere da una struttura maggiormente rigida a ciò che è permesso e non permesso dentro di noi. Uscire fuori da queste linee guida significherà far vivere liberamente differenti pensieri focalizzati come inaccettabili e per tale ragione generatori di pensieri ossessivi.

Conclusioni

Siamo fatti di pensieri che continuamente vanno e vengono nella nostra mente. La credenza che esistano solamente alcune tipologie di pensieri e non altre, diviene il fondamento per accrescere il vissuto ossessivo di alcuni pensieri. Non può esserci cosa più sbagliata dell’investire energie per eliminare un pensiero. Più facciamo questo e più ci ritornerà indietro in maniera brutale. Più invece lo integriamo e lo facciamo diventare parte di noi, maggiore sarà la probabilità che questo si misceli con gli altri. Il pensiero è differente dal comportamento e non tuto ciò che si caraterizza come pensiero poi prenderà una evoluzione nel comportamento. Sperimentare questo significa permettersi di non dover controllare ossessivamente i propri pensieri bensì riuscire nel lasciarli liberi di muoversi e vivere dentro la nostra mente. Il senso del dovere darà forti fondamenta alla nostra rigida struttura nel pensare. Andiamo perciò a vedere in essa un importante elemento sul quale lavorare per poter ammorbidire il crearsi e mantenersi dei pensieri ossessivi.

 

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