Il fascino di Porto Flavia

Il garrito dei gabbiani in volo, il quieto e azzurro mare che premuroso avvolge come un mantello le chiarissime pareti rocciose di Pan di Zucchero, mentre le luci del tramonto ne accarezzano i lineamenti, creando un gioco di luci e ombre. Un luogo di pace assoluta, un mondo senza tempo e ricco di fascino in cui la macchia mediterranea regna indomita e incontrastata. Di fronte a questo spettacolo unico e raro si erge in tutto il suo splendore uno dei gioielli della costa sud-occidentale della Sardegna: Porto Flavia.

 

Storia

Fine Ottocento. Le attività di estrazione del piombo e dello zinco avevano reso il complesso minerario di Masua una delle realtà industriali di punta di tutto il sud Sardegna, arrivando a contare oltre 700 addetti tra minatori, tecnici ed impiegati. Eppure, il suo sviluppo economico tardava a decollare. Uomini, donne e bambini passavano ore all’interno di stretti e bui cunicoli, spaccando e spostando con pesanti ceste i minerali estratti. Una realtà lavorativa precaria denunciata in un articolo dal diciannovenne Gabriele D’Annunzio che ne rimase particolarmente colpito: “Escono dal buio della miniera, come ombre, e rientrano nel buio della casa, attraversando ebeti quel tratto di sole e di verde senza emettere più ampio il respiro”. Una situazione incresciosa che mise la società belga Vieille Montagne con le spalle al muro: cercare una soluzione che facilitasse le operazioni di imbarco e diminuisse in modo considerevole i tempi e costi di trasporto, migliorando le condizioni di lavoro degli operai stessi. La scelta ricadde sull’Ingegnere Cesare Vecelli, un uomo colto, un innovatore tecnologico dalla mentalità aperta. Egli concepì un progetto all’apparenza folle, ma che si rivelò essere un’opera di ingegneria moderna senza eguali: costruire un porto minerario a picco sul mare, cui l’Ingegnere diede il nome della figlia prediletta: Flavia. Costruito tra il 1922 e il 1924, Porto Flavia era stato scavato interamente nella roccia. Vennero realizzate due gallerie sovrapposte. Quella superiore, detta di “carico”, era costituita da nove silos alti 18 metri scavati nella roccia, capaci di contenere 10.000 tonnellate di minerale. Mentre quella inferiore era destinata allo scarico, al cui centro era posto un tapit roulant sul quale venivano scaricati i minerali e trasportati fino all’apertura. Il nastro trasportatore si estendeva all’esterno attraverso una struttura metallica alla cui estremità era legata una tubazione flessibile che permetteva di caricare il materiale direttamente all’interno delle stive delle navi mercantili.

Una soluzione che sostituì l’ormai obsoleto utilizzo di bilancelle, piccole barche a vela. L’opera rimase in attività fino al secondo dopoguerra, quando fu definitivamente chiusa e smantellata. Porto Flavia Situata all’interno del promontorio di Masua, nel territorio dell’iglesiente, Porto Flavia è una delle aree di interesse archeologico-minerario più importanti del Parco geominerario della Sardegna e patrimonio dell’UNESCO. La scritta “PORTO FLAVIA” posta sopra l’arco in pietra segnala l’ingresso della galleria. Varcare la soglia vuol dire fare un tuffo nel passato, tornare indietro nel tempo e immergersi in uno dei capitoli della storia sarda. Un percorso lungo quasi 600 metri in cui è possibile ripercorrere quei luoghi scavati nella roccia, partendo dalla galleria superiore, reso ancora più affascinante dai racconti delle guide turistiche. Una volta entrati è impossibile non notare la targa rappresentante l’immagine di colui che realizzò tutto questo. Un omaggio del Rotary Club di Iglesias e realizzata dallo scultore Stefano Cherchi. Una ricca esperienza che offre alle migliaia di visitatori scorci suggestivi del faraglione di Pan di Zucchero, monumento naturale di 132 metri forgiato nel corso del tempo. Grazie a un lungo lavoro di restauro, Porto Flavia è dotato di sistemi di illuminazione interni ed esterni, di indicazioni ed è accessibile in totale sicurezza.

 

Come raggiungere Porto Flavia

Da Porto Torres: 264 km, procedere lungo la SS 131 in direzione Cagliari fino alla deviazione per Samassi. Procedere lungo la SS 130 direzione Iglesias. Prendere la SS 126, direzione Sant’Anticoco. Prendere la SP 83 in direzione di Strada Masua – Porto Flavia. Da Olbia: 304 km, procedere lungo la SS 597 e SS 131 in direzione Cagliari alla deviazione per Samassi. Procedere lungo la SS 130 direzione Iglesias. Prendere la SS 126, direzione Sant’Anticoco. Prendere la SP 83 in direzione di Strada Masua – Porto Flavia. Da Cagliari: 79 km, seguire SS 130 verso Iglesias. Continuare sulla SS 126. Prendere la SP 83 in direzione di Strada Masua – Porto Flavia.

 

 

Scatto di Salva Tours

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