Disturbi alimentari: Anoressia e Bulimia

Sempre più spesso sentiamo parlare di problemi del comportamento alimentare e di conseguenza sono in aumento anche gli specialisti e i centri che se ne occupano. Per disturbi alimentari si intendono tutti quei disturbi che causano l’assunzione di cibo in difetto o in eccesso: ANORESSIA NERVOSA e BULIMIA.

Questi disturbi sono stati studiati come patologie a se stanti solo recentemente in quanto prima venivano considerati disturbi endocrinologici o associati a disturbi isterici e psichiatrici. Anche se è vero che questi disturbi spesso si trovano associati ad altre malattie psichiche, come la depressione, l’ansia e lo stress, talvolta si manifestano come patologie “autonome” e non correlate ad altre problematiche. I disturbi alimentari assumono una rilevanza particolare nel periodo estivo, nel quale l’attenzione per la forma fisica è particolarmente elevata soprattutto perché con i vestiti leggeri è più difficile mascherare i chili di troppo e gli inestetismi. Pertanto l’estate, che dovrebbe rappresentare un momento di relax e distensione, diventa talvolta fonte di ansia e disagio. La maggior parte delle persone affette da anoressia, bulimia o obesità infatti non si sente a suo agio con il proprio corpo e in questo periodo dell’anno si trova a dover fare i conti con la propria immagine e con i disagi che derivano dalla mancata accettazione della stessa. Inoltre durante il periodo estivo e le ferie l’alterazione dei ritmi quotidiani e delle proprie abitudini comporta un cambiamento nel regime alimentare: non si può mangiare a casa propria e non sempre è possibile conoscere come sono preparati i cibi ed è più facile perdere “il controllo” sull’alimentazione. Si deve considerare inoltre che in vacanza ci sono molte più tentazioni, occasioni di esagerare e di mangiare più del dovuto, e che spesso si tende a giustificarsi con il fatto che tutti “sgarrano” e che in vacanza tutto è concesso. Per chi soffre di binge eating, invece, le vacanze mettono al riparo dal pericolo abbuffate perché si è in mezzo ad altre persone, con tante cose da fare, e viene meno il rischio di stare da soli a tu per tu con il frigorifero pieno. Con il rientro alla quotidianità tuttavia questo meccanismo si innesca nuovamente causando un aumento del senso di colpa per la perdita del controllo e generando spesso il bisogno di ricorrere al cibo per gestire il disagio. Il tempo delle vacanze pertanto per chi ha problemi alimentari non è un momento facile, di relax e benessere, ma di rischi legati alla salute psichica e fisica. Il rapporto problematico con il cibo spesso riguarda i giovani adolescenti che vengono influenzati dai mass media e dai prototipi che vengono da essi promossi. Soprattutto le ragazze più giovani che spesso si sentono insicure sono facilmente suggestionabili dai messaggi dei social e rischiano di sviluppare comportamenti devianti o patologici.

 

Ma cosa succede a chi soffre di tali disturbi? L’ANORESSIA è il rifiuto patologico di cibo; agli antipodi si trova la BULIMIA che è invece l’assunzione eccessiva e patologica di cibo. Le due manifestazioni sono clinicamente distinte, anche se spesso in quadri anoressici si possono avere episodi bulimici. L’anoressia colpisce di più le donne e i ceti medio elevati, di fascia di età prevalentemente adolescenziale. Le influenze culturali a volte possono da sole scatenare questa patologia in soggetti con fragilità psicologica. Il soggetto vuole emulare i modelli esterni dei mass media, vivendoli come gli unici che possono dare felicità e valore. Ovviamente affinché ciò avvenga vi devono essere presupposti quali il bisogno di un modello ed una forte insicurezza spesso accompagnata da bassa autostima. La terapia non sempre è semplice e non sempre dà esiti positivi soprattutto se il disturbo si aggrava fino a disturbi più complessi.

Cosa si può fare per aiutare chi ha problemi del comportamento alimentare? Il sostegno psicologico e l’invio in centri specializzati che si occupano di tali disturbi è sempre la soluzione migliore. Infatti spesso nei casi di anoressia è necessario il ricovero per i problemi fisici conseguenti all’eccessivo calo di peso e per le conseguenze che derivano dalle carenze alimentari che creano scompensi ormonali. Bisogna tenere presente che ci sono sempre cause psicologiche che accompagnano il fenomeno biologico ed è su queste che bisogna intervenire tempestivamente.

 

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