Tra le varietà e le caratteristiche del miele

“Il miele è l’epopea dell’amore, la materialità dell’infinito. Anima e sangue dolente dei fiori condensata attraverso un altro spirito”. Così poeticamente, Federico Garcia Lorca rispondeva alla domanda cosa è il miele? Ed è proprio così, il miele non altro che il nettare dei fiori che viene raccolto dalle api, trasformato e condensato ed infine depositato nelle celle del favo fino a maturazione ottenendo la sostanza color oro, che gli antichi definivano cibo degli dei. Ma per esser più precisi che connessione c’è tra fiori api e noi umani che abbiamo la sola funzione di raccoglitori e consumatori di miele?

Partiamo dai fiori, la maggior parte di essi nasconde all’interno del calice fiorale una gocciolina di sostanza acquosa, che non è altro che una sostanza zuccherina definita dai botanici nettare, che ha la funzione di attirare gli insetti impollinatori nei fiori, così facendo i fiori verranno impollinati tra loro e pagheranno il servizio alle api. Esse ingeriranno attraverso il loro apparato boccale che non è altro che una lunga proboscide e lo immagazzineranno temporaneamente all’interno di una dilatazione denominata borsa melaria presente nel primo tratto dell’intestino; giunte all’alveare, le api bottinatrici rigurgiteranno il nettare sotto forma di goccioline alle api domestiche che lo passeranno di bocca in bocca alle altre api, questo meccanismo di passaggio di bocca in bocca del nettare, denominato “trofallassi”, è fondamentale per l’elaborazione del miele. In questi passaggi il nettare subisce una trasformazione dovuta all’azione degli enzimi secreti dalle ghiandole delle api nella borsa melaria, e una deumidificazione e condensazione attivata attraverso il passaggio continuo da ape ad ape del nettare, che continuerà nelle cellette del favo dove il nettare/miele viene depositato ed opercolato con un sigillo di cera solo quando avrà raggiunto un umidità inferiore al 18%, così le api avranno pronta la loro scorta di cibo per l’inverno, ed il surplus, che è tanto visto che le api sono delle instancabili lavoratrici, verrà prelevato dagli apicoltori che non faranno altro che smielarlo e invasetterarlo rendendolo pronto per essere assaporato.

Ma quanti tipi di miele esistono e che caratteristiche possiedono? Come sappiamo noi consumatori sono tanti, il record mondiale per assortimento e qualità di mieli uniflorali appartiene all’Italia che grazie alle diverse vocazioni ambientali del suo territorio è l’unico Paese al mondo caratterizzato da 30/40 diverse fioriture tipiche e di conseguenza di mieli differenti per caratteristiche organolettiche e terapeutiche, perché ogni fiore ha un suo aroma ed un suo profumo che si ritroverà e codificherà come una carte d’identità il miele prodotto. Per citarne alcuni, si passa dal più semplice miele millefiori, originato dal nettare di diverse specie di fiori, che raccoglie, in piccole dosi, le proprietà di tutti i tipi di miele. Ottimo antistress che combatte la stanchezza è anche buon regolatore intestinale. Il miele di Asfodelo: di colore molto chiaro, dolce e delicato, presenta un retrogusto leggermente acidulo, chiamato anche il “miele dei bambini”, considerato calmante e spasmodico, disintossicante del fegato, ottimo ricostituente del energetico, per l’alto contenuto di sali minerali e cicatrizzante per uso esterno.

Il miele di Eucalipto: balsamico, antisettico delle vie respiratorie, è ottimo per tosse, catarro e raffreddore. Il miele di Agrumi: ha una grande intensità aromatica tra il florale ed il fruttato, si presenta di colore chiaro e tende al bianco man mano che cristallizza, è indicato per alleviare i sintomi delle ulcere avendo proprietà cicatrizzanti, inoltre è antispasmodico e sedativo per le emicranie e l’insonnia. Il miele di Cardo: leggermente amarognolo, è un buon digestivo, disintossicante del fegato e aiuta la circolazione sanguigna. Il miele di Rosmarino: finemente aromatico, di colore pallido, quasi bianco, viene considerato il miele ideale per chi ha problemi epatici. Formidabile per combattere i problemi di stomaco ed intestino è inoltre un efficace stimolante. Infine una rarità ed una contraddizione tutta isolana è data dal miele di Corbezzolo. Una contraddizione perché il miele secondo la definizione normativa più recente (D.Lgs. 21.05.04 n.179) è “la sostanza dolce naturale che le api (Apis mellifera) producono dal nettare di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante. Secondo questa definizione si potrebbe ribattere che per quanto riguarda la Sardegna il miele non sempre è “dolce” ma anche “amaro”, come quello derivato dal nettare dei fiori di Corbezzolo. Questo miele è una vera rarità mondiale non solo per il suo sapore piacevolmente amaro al palato, ma per le grandi proprietà terapeutiche che possiede. Secondo recenti scientifiche pubblicate sul Journal of Functional Foods e condotte dall’Università politecnica delle Marche, insieme alle università spagnole di Vigo e Granada, il miele di corbezzolo contiene nella sua composizione un’arma contro il cancro al colon. I ricercatori, con esperimenti di laboratorio, hanno osservato infatti come aggiungendo del miele di corbezzolo alle cellule tumorali del colon, queste smettano di crescere e diffondersi, il miele ricco di sostanze con proprietà citotossiche e antiproliferative blocca il ciclo delle cellule del cancro regolando alcuni geni, ne inibisce la migrazione, riduce la loro capacità di formare colonie e induce la loro morte programmata”.

Per concludere, infine, sia che sia dolce o amaro, fruttato aromatico o leggermente acidulo a voi la scelta, l’importante è scegliere un miele in cui si sia certi della provenienza e produzione, ottenuto da api condotte da apicoltori accreditati, un miele italiano e se si vuole fare un po’ di campanilismo regionale un miele isolano, miele sardo.

 

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