Iglesias: La città delle Chiese in compagnia del sindaco Mauro Usai

A circa 20 km dalla costa sud-ovest della Sardegna, sorge uno dei più antichi centri urbani dell’intera isola, Iglesias, ricco di tradizioni secolari e attrazioni culturali così come di bellezze naturalistiche che coronano il suo territorio. La città è incastonata nel cuore della regione storica del Sulcis iglesiente a cui da il nome. Il suo territorio è stato protagonista dell’epopea mineraria sarda. Fin dai primi sbarchi fenici nell’isola, l’iglesiente fu meta ambita per le ricchezze minerarie del suo sottosuolo e subì assedi, saccheggi, distruzioni e ripetute conquiste. Fu città regia sotto il Regno di Sardegna ed ebbe anche una sua moneta, l’alfonsino. Il suo nucleo medievale, cinto da alte mura inframmezzate da torri, fu costruito per volere di Ugolino della Gherardesca, conte di Donoratico, citato da Dante nella Divina Commedia. Il suo nome “Iglesias” in spagnolo significa ‘chiese’ ed ha preso il posto dell’arcaico pisano ‘Villa di Chiesa’. Il centro urbano è custode di una forte spiritualità che si esprime grazie ai numerosissimi edifici di culto e i riti sacri come la Settimana Santa. Fra le chiese, sono da ricordare la cattedrale di santa Chiara (XIII secolo), la Madonna delle Grazie, Nostra Signora di Valverde, la chiesa del Collegio, ‘tempio’ dei Gesuiti, e San Francesco, una delle architetture gotico-catalane più intatte e significative della Sardegna, che custodisce un retablo del 1560.

Da Iglesias parte il cammino minerario di santa Barbara: 400 chilometri in 24 tappe, da percorrere a piedi o in mountain bike. Tra i vari percorsi guidati vi sono l’affascinante Monteponi, uno dei più importanti impianti estrattivi d’Italia; il piccolo centro di Nebida, ricco di pozzi dismessi, gallerie, pontili e case dei minatori, compresa la laveria Lamarmora (1897); Masua e Porto Flavia, importante opera ingegneristica ed architettonica che permetteva l’imbarco diretto dei minerali, un porto sospeso a metà di una parete rocciosa, da cui parte una galleria di 600 metri che si affaccia sul mare rivolta verso Pan di Zucchero che, con i suoi 132 metri, risulta essere il faraglione roccioso più alto del Mediterraneo.

Dialogando con il primo cittadino di Iglesias, Mauro Usai, abbiamo potuto approfondire alcuni aspetti della Iglesias turistica e culturale. Dice il Sindaco Usai: «La città di Iglesias apre le porte ai visitatori e sceglie di investire nella valorizzazione delle sue risorse paesaggistiche, del suo patrimonio storico e delle sue tradizioni. L’Amministrazione ha scelto di acquisire direttamente alcuni siti ex minerari come Porto Flavia e la Grotta Santa Barbara, ai quali a breve si aggiungerà anche la Galleria Villamarina, ai fini di una loro valorizzazione turistica, una scelta che ha portato ad un importante incremento del numero dei visitatori e ad un’attenzione sempre maggiore da parte dei tour operators e dei media, come testimoniato dall’interesse della stampa e delle televisioni sia nazionali che internazionali. Oltre a questo abbiamo scelto di investire sui poli museali in città e sul centro storico, un vero museo a cielo aperto, in collaborazione ed in sinergia con le associazioni e con la società civile, per offrire ai visitatori un’esperienza che vada oltre la tradizionale stagione estiva».

 

 

Foto centro storico di Iglesias – Scatto di Sergio Melis

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