Una boccata d’aria sarda

Se dovessi raccontarvi musicalmente come è “guardare il mondo da un oblò”, giusto per iniziare con una citazione del brano di Gianni Togni, vi descriverei esattamente quello che è capitato a tutti noi, ovviamente mi riferisco alla reclusione e all’inaudito numero di sfaccettature che abbiamo capito possa essere coperto dal connubio multimedia e artisti. Ma a guardare il mondo da un oblò, Togni aggiunse la frase “mi annoio un po’ ”. Come dargli torto? A guardare il mondo da un oblò siamo stati noi tutti e l’oblò è stato il nostro pc, il nostro smartphone, la nostra mente bramava letteralmente qualcosa che potesse soddisfare la voglia di relax, beh, vi devo dire che per fortuna tra tutta questa modernità esiste anche la tradizione! E noi Sardi, per fortuna ne siamo portatori sani. Ed è di questo che vi racconterò, perchè mi è capitato di scoprire un progetto culturale sulla Sardegna davvero interessante e che vale davvero la pena di concas, un progetto che fonda le sue radici sulla musica di tradizione orale della Sardegna, nelle sue declinazioni e sfumature, nelle voci e nei testi di un innegabile fascino che non di rado ha oltrepassato i confini dell’isola. Della Musica della tradizione colpiscono i suoi caratteri peculiari, che la rendono unica nel panorama delle musiche del Mediterraneo, oltre alla straordinaria varietà di stili e modalità espressive che contraddistinguono le diverse aree del territorio regionale.

Altrettanto affascinante è il rapporto che la musica sarda ha saputo intessere con la storia. Alcuni dei generi più rappresentativi affondano le proprie radici nei secoli passati, come testimoniato da numerosi documenti. Allo stesso tempo, pur con la naturale evoluzione che caratterizza ogni pratica musicale, questi continuano a vivere ancora oggi. Non solo un retaggio dei “bei tempi andati”, ma una musica viva, parte essenziale della vita quotidiana di tanti sardi, che con essa veicolano emozioni e passioni, esprimono sé stessi, il proprio sentimento di appartenenza e l’orgoglio per le proprie origini.

Il progetto prende il nome di METECA (Teca del Mediterraneo) e intende valorizzare questa straordinaria ricchezza, sfruttando le potenzialità dei new media per dare vita a un prodotto appositamente concepito per un palcoscenico internazionale. Il progetto nasce nel 1995, quando un gruppo di sensibili musicisti e appassionati cultori avvia una campagna di documentazione del patrimonio musicale della tradizione sarda. L’idea originaria verteva sulla necessità, percepita come urgente, di fissare su disco alcuni degli esempi più rappresentativi di quel ricco mondo musicale trasmesso per tradizione orale e di cui gli esponenti, anziani portatori di questo patrimonio, stavano sparendo, inesorabilmente come natura purtroppo comanda. Fin dalle origini il progetto ha avuto tra i suoi obiettivi quelli di realizzare produzioni, digitali e non, che permettessero di restituire il fascino di questo straordinario mondo musicale, da un lato riconsegnando le registrazioni alle comunità d’appartenenza e dall’altro promuovendole oltre i confini dell’isola. Gianni Menicucci, musicista, tecnico del suono, organizzatore culturale e produttore discografico è l’ideatore di Tajrà, progetto ispirato a Le Voix du Monde, cofanetto antologico pubblicato dal Musée de l’Homme di Parigi, con un vasto campionario di documenti sonori – perlopiù registrazioni realizzate sul campo da due importanti etnomusicologi francesi, Hugo Zemp e Bernard Lortat-Jacob – che illustrano le molteplici possibilità espressive con cui la voce umana si articola nel canto. Affascinato da quel viaggio musicale attraverso i cinque continenti, in breve tempo forma un’équipe di ricerca del cui gruppo originario fanno parte Luca Nulchis, Sandro Fresi e Claudio Gabriel Sanna, musicisti che hanno fatto della contaminazione con la musica tradizionale sarda la propria cifra stilistica. Insieme girano in lungo e in largo la Sardegna alla ricerca di cantadores e cantadoras. Registrano una grande varietà di espressioni musicali, tutte con la voce come protagonista.

Nel corpus di documenti raccolti trovano spazio monodie femminili e polifonie maschili, generi tradizionali e rielaborazioni. Tutte le registrazioni vengono effettuate con un sistema portatile digitale che garantisce un’ottima qualità del suono, permettendo ancora oggi di apprezzare la ricchezza delle sfumature espressive e la varietà timbrica delle voci sarde. Pian piano scopriremo nel dettaglio il progetto METECA e la musica della tradizione della nostra Isola. Vi aspetto.

 

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