Controllo degli Ectoparassiti del Cane e del Gatto

Condividere la propria casa con un amico a quattro zampe comporta, spesso e purtroppo, una dura lotta contro le insidie che minacciano la loro salute. Fra questi ci sono senz’altro i parassiti esterni o ectoparassiti che non sono solo insetti fastidiosi, ma sono veicoli di malattie e patologie anche molto gravi che possono compromettere la salute dei nostri animali. I parassiti esterni o ectoparassiti comprendono un vasto numero di specie di artropodi, che appartengono alla classe degli insetti (pulci, pidocchi masticatori, mosche, zanzare e flebotomi ) e alla sottoclasse degli Acari (zecche e acari). Le pulci sono insetti ematofagi, privi di ali e con robusti arti posteriori atti al salto e un apparato buccale sviluppatosi per penertare la pelle e succhiare il sangue. Solo gli stadi adulti si possono rinvenire sugli ospiti mentre le uova e gli stadi immaturi si ritrovano nell’ambiente. Le pulci sono comuni parassiti di gatti, cani e altri mammiferi mantenuti insieme in ambienti domestici come animali d’affezione. Una volta sviluppatisu dalla pupa, gli adulti sia maschi che femmine cercano un ospite adeguato, in assenza del quale possono sopravvivere solo pochi giorni. Dopo il primo pasto di sangue, necessitano di pasti giornalieri per sopravvivere e solitamente rimangono sullo stesso ospite per tutta la durata della loro vita. La longevità massima registrata per una pulce è di 160 giorni. Una volta deposte le uova, di color bianco perla e lunghe circa 0.5 mm, cadono dall’ospite nell’ambiente circostante. La schiusa avviene, in condizioni ideali, entro pochi giorni. Le larve si nutrono di detriti quali forfora e feci di pulci, il loro sviluppo avviene attraverso tre stadi larvali. Le larve tendono ad evitare le fonti luminose e si trovano in luoghi accessibili alla pulizia (sotto i tappeti o sotto i mobili). La sopravvivenza e lo sviluppo degli stadi immaturi è strettamente dipendente dalle condizioni ambientali in cui si trovano. Lo sviluppo completo da uovo ad adulto, in condizioni ideali, può compiersi in 14 giorni o prolungarsi a 140 giorni.

Le pulci sono ben adattate all’ambiente domestico, dove la presenza di locali riscaldati e pavimenti rivestiti con moquette o tappeti consentono lo svolgimento ininterrotto del ciclo indipendentemente dalla stagione. Inoltre, dalla primavera all’autunno, le pulci possono completare il loro ciclo anche all’esterno delle abitazioni il che spiega in parte l’aumento delle infestazioni da pulci durante le stagioni calde. Le pulci sono vettori di numerosi agenti patogeni: principalmente Bartonella, batterio agente causale della cosìdetta (malattia del graffio del gatto). Tali infezioni umane sono causate da graffi e morsi di gatti infetti. Infatti, la cavità orale e le unghie dei gatti possono essere contaminate durante l’attività di pulizia dalle feci di pulci infette e le ferite rappresentano la via d’entrata per l’ospite umano. Gli animali non allergici possono non manifestare alcun sintomo o mostrare occasionalmente prurito a causa dell’irritazione provocata delle pulci e dalle loro punture. Gli animali allergici o che sviluppano una reazione di ipersensibilità alla saliva delle pulci mostrano invece intenso prurito, alopecia, papule e macchie eritematose con croste. Spesso si assiste alla concomitante infezione da D. caninum, un Parassita intestinale (cestode) di cui le pulci costituiscono l’ospite intermedio.

Nel gatto e, meno frequente, nel cane si ritrovano sporadicamente le proglottidi (segmenti della tenia) solitamente descritti come “Chicchi di riso” e ritrovati nella zona perianale dell’animale o nella cuccia. L’ingestione casuale di pulci infette, spesso da parte di bambini piccoli, causa un’infezione asintomatica da questa Tenia, che decorre solitamente in maniera autolimitante. Le pulci adulte che si trovano sugli animali rappresentano di norma solo una piccola percentuale dell’intera popolazione, composta anche dagli stadi immaturi nell’ambiente (uova, larve e pupe). La terapia deve pertanto essere effettuata con l’uso contemporaneo di prodotti in grado di agire sulle forme immature in ambiente e adulte sull’animale. Le zecche del cane e del gatto appartengono alla famiglia Ixodidae, dette anche zecche dure. Il ciclo biologico delle zecche, che può compiersi su uno stesso ospite oppure su due o tre ospiti diversi, si sviluppa in 4 stadi distinti: uovo, larva, ninfa e adulto. Dopo la schiusa delle uova, il passaggio da uno stadio a quello successivo richiede un pasto di sangue (si compie nell’arco di giorni o settimane). L’attività delle zecche è strettamente legata ai valori di temperatura e umidità e, sebbene ci siano alcune eccezioni, in generale la loro attività si concentra nei mesi caldi. Infatti, durante la stagione invernale tendono a proteggersi dal freddo rifugiandosi negli anfratti dei muri, sotto la vegetazione, le pietre o interrandosi in profondità. Con l’aumento delle temperature riemergono e rimangono attive sino all’autunno successivo. Le zecche non sono molto selettive nella scelta dell’organismo da parassitare, ma possono scegliere diverse specie animali dai cani ai gatti, altri ospiti fino all’uomo. Le zecche possono trasmettere numerose e differenti patologie agli animali e all’uomo: l’ehrlichiosi, la rickettsiosi, la babesiosi e la borreliosi.

 

Rimozione della zecca (da animale o uomo)

Cosa non fare: Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto.

Cosa fare: La zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. Attualmente si possono trovare in commercio degli specifici estrattori che permettono di rimuovere la zecca con un movimento rotatorio. Durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato (come la tintura di iodio).

Spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile. Rivolgersi al proprio veterinario (medico) nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

 

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