La forza di essere Scout

Un insostituibile stile di vita in cui i giovani si mettono in gioco senza filtri vivendo esperienze profonde a contatto con gli altri e con la realtà: l’esperienza degli scout e la loro irrinunciabile missione educativa è ancora oggi un’occasione fondamentale nella vita di migliaia di bambini, giovani e adulti, un’ esperienza in grado di formare buoni cittadini con un metodo che si basa su alcune perspicaci intuizioni pedagogiche ancora attuali, essenziali valori cardine nella formazione integrale dei ragazzi, dettati già più di cento anni fa dal suo fondatore Robert Baden Powell. Formazione del carattere, potenziamento delle abilità manuali, salute e forza fisica e servizio del prossimo sono i capisaldi dello scoutismo, qualità semplici ma indispensabili per formare persone libere, che credono con fermezza che il futuro sia meglio del presente, mettendo in pratica un positivo atteggiamento verso la vita e gli altri, non un modo di fare bensì un modo di essere. Lo scoutismo rappresenta ancora uno storico movimento mondiale ricco di prestigio, il più numeroso al mondo e il più diffuso a livello territoriale, rappresentato dall’Associazione Mondiale delle Guide ed Esploratrici (WAGGGS) e dall’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (WOSM). Oggi ci sono più di 40 milioni di scout e guide in oltre 200 paesi e in Italia l’AGESCI, Associazione Guide e Scouts cattolici Italiani, è presente su tutto il territorio nazionale, con 183.000 associati appartenenti ad oltre 2.000 gruppi.

Attraverso il gioco, l’avventura, la vita all’aria aperta, l’esperienza comunitaria, la progressiva ricerca di senso della vita e lo sviluppo della dimensione sociale e spirituale, i giovani che intraprendono lo scoutismo si impegnano a crescere facendosi artefici consapevoli e responsabili della propria strada, forti della fiducia che sentono riposta in loro dagli adulti educatori, mettendo in gioco il proprio onore e le proprie capacità e vivendo in prima persona molteplici esperienze che sollecitano importanti domande di senso e aiutano a cercarne le risposte. Gli strumenti utilizzati sono molteplici, basati sul concetto di “imparare facendo”, dal lavoro di squadra al contatto con la natura e la presenza di un forte simbolismo, lo sviluppo di attività manuali e il lavorare per progetti dai primi anni.
Lo scoutismo si rivolge a ragazzi dai 7-8 anni fino ai 20-21, articolandosi in tre fasce di età (o “branche”): da 7-8 a 11 anni i bambini e le bambine vivono nel “branco” o nel “cerchio” come lupetti o coccinelle; dagli 11-12 fino ai 16 anni, ragazzi e ragazze sono nel “reparto” come esploratori e guide; dai 16-17 ai 20-21 i giovani, uomini e donne, sono nel “clan” come rovers e scolte. La proposta scout pur identica per tutti i ragazzi del mondo può essere vissuta nei diversi contesti culturali e religiosi: i suoi principi ispiratori universali, sono sintetizzati nella celebre Promessa, nella Legge scout e nel Motto. Ma che cosa s’impara realmente agli scout? Diremo indubbiamente la capacità di lavorare in squadra per obiettivi comuni, di riconoscere i problemi e affrontarli insieme agli altri. In aggiunta a tutto questo, l’essere scout offre la consapevolezza di molti altri aspetti della vita di tutti giorni: guardare al lato positivo in ogni cosa, essere attivi nel promuovere e fare il bene, possedere il coraggio della lealtà, dare senso all’impegno, riconoscere le proprie responsabilità nel gruppo come nella vita.

Esistono numerosi luoghi comuni che hanno a che fare con gli scout e che spesso tentano di offuscare il valore delle loro azioni. Tutti i gruppi scout vivono tra le mille difficoltà e le contraddizioni della moderna società, con tutti i limiti propri del volontariato, che richiedono fatica, impegno, passione e dedizione ad uno stile di vita improntato al bene. In una società in cui il benessere viene posto sempre più in cima alle classifiche dei valori, in cui la prevaricazione sull’altro è all’ordine dei giorno, non è certamente facile cercare di trasmettere valori come l’essenzialità, il rispetto dell’altro, e l’onestà, ma se questi sono veramente valori fondamentali per l’uomo, allora forse vale la pena continuare a portarli avanti, anche se sovente contro corrente.
Far parte del gruppo degli scout dunque non è un passatempo come un altro, non serve a tenere i ragazzini impegnati un paio di ore a settimana in qualcosa di più utile rispetto alla futilità che circonda le nostre vite. Forse oggi potrebbe essere più difficile riuscire a cogliere la bellezza del messaggio che lo scoutismo cerca di trasmettere con tutta la sua forza, i ragazzi fanno sempre più fatica a fare delle scelte, soprattutto se farle costa fatica e se ti porta ad essere fuori dal gruppo. Nonostante questo, i giovani possono contare ancora su un’esperienza capace di cambiare per sempre la loro vita.

 

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