Can che abbaia…?

Normativa sui rumori eccessivi causati dagli animali

 

Ecco un problema che toglie serenità a tanti proprietari di animali da compagnia e, in particolare, di cani. Mi viene spesso chiesto a cosa si può andare incontro in caso di eccessivi rumori prodotti dai pets. Facciamo un po’ di chiarezza! Nel nostro codice penale esiste una norma che punisce con l’arresto sino a 3 mesi o con l’ammenda fino a 309 euro chi, suscitando o non impedendo gli “strepiti di animali”, disturba le occupazioni o il riposo delle persone. Il reato si configura quando gli animali possono, con il loro guaire incontrollato, impedire il tranquillo riposo o il normale svolgimento dell’attività di un numero indeterminato di persone. È sufficiente che il rumore molesto abbia la potenzialità di produrre l’effetto indesiderato di cui parla la legge. Inoltre, l’illecito potrà essere accertato direttamente dalle autorità anche in assenza di lamentele o denunce.

I versi eccessivi degli animali hanno anche dei risvolti di natura civilistica. Se infatti viene accertato che superino la “normale tollerabilità”, il danneggiato ha diritto ad ottenerne la cessazione e a vedere risarciti i danni subiti, tra cui quelli non patrimoniali: ad esempio, danno biologico e morale. La normativa prevede, in via generale, che il proprietario di un fondo non possa impedire i rumori derivanti dal fondo del vicino se non superino la normale tollerabilità, tenuto conto della condizione dei luoghi. Ci dice, in pratica, che nei rapporti tra vicini è sempre necessaria una certa tolleranza, una tolleranza almeno normale. Oltre questo limite, però, i rumori o le altre forme di disturbo o inquinamento non sono consentite e divengono illecite. Il codice non stabilisce un limite valido per tutte le situazioni, anche perché questa scelta non sarebbe corretta ed equilibrata. Afferma soltanto che bisogna tenere conto, nell’individuare il confine tra lecito ed illecito, dello stato dei luoghi. I criteri utilizzati a tal fine sono molti: ad esempio, alcuni giudici prendono come riferimento la rumorosità ammissibile in una determinata zona e fissano un solo limite rigido di tollerabilità, mentre altri scelgono un limite relativo di 3 decibel oltre il normale rumore ambientale di fondo nelle ore notturne e 5 decibel in quelle diurne.

Penserai: che grande ingiustizia! Un cane è un cane e per sua natura deve abbaiare; un gatto deve poter miagolare… Ebbene, ti consolerà sapere che non sei il solo a pensarla così. Una sentenza del Tribunale di Lanciano del 2012 ha stabilito che abbaiare è un diritto sacrosanto del cane, soprattutto quando aiuta l’uomo nella difesa della proprietà. Dove sta il giusto? Come al solito vale il detto latino per cui la virtù sta nel mezzo. Ci vogliono sempre equilibrio ed un pizzico di buon senso. Mi pare evidente che ogni animale abbia diritto di rispondere alle esigenze della propria natura. Un cane si esprime abbaiando ed è giusto che possa farlo liberamente. L’importante è non dimenticare mai che la libertà di ciascuno finisce dove comincia quella degli altri. Dunque, facciamo in modo che i nostri amici a quattro zampe non diventino un fastidio per nessuno, rimanendo nei limiti tracciati dalle regole giuridiche e del reciproco rispetto. In questo modo otterremo migliori rapporti di vicinato, più tempo da trascorrere a passeggio con i nostri fedeli compagni, una fedina penale pulita e un portafoglio meno leggero (che non guasta). Insomma, le conseguenze sono diverse e pesanti. Non possiamo che confidare nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, in forza di un dovere morale prima ancora di quelli giuridici.

 

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