Poste Italiane anche in Sardegna contribuisce allo sviluppo economico e sociale

Quasi 600 milioni di PIL, oltre 9 mila e cinquecento posti di lavoro e circa 250 milioni di euro di reddito distribuiti ai lavoratori impiegati nel sistema economico. È questo l’impatto economico generato dai fornitori italiani utilizzati da Poste Italiane nell’Area Centro (Sardegna, Lazio, Abruzzo, Molise), seconda nella creazione del “valore aggiunto” solamente all’Area Nord Ovest del Paese.

Il Bilancio Integrato 2019 di Poste Italiane per la prima volta, contiene un modello di stima degli impatti economici prodotti complessivamente dall’Azienda in ogni singolo territorio e fornisce una chiara fotografia di una realtà centrale nel Paese, che grazie al lavoro dei suoi 128 mila dipendenti riesce a creare valore economico a livello locale e nazionale, producendo ricchezza e occupazione non solo attraverso il proprio business ma anche attraverso il coinvolgimento di una catena di fornitori locale.

In Sardegna sono oltre 3200 le risorse impiegate tra personale di Staff, operatori dei 441 uffici postali e dei 70 centri di distribuzione della corrispondenza e dei pacchi.

Oltre agli impatti diretti legati strettamente all’attività economica del Gruppo, il business di Poste italiane, infatti, richiede l’acquisto di beni e servizi prodotti da altre imprese (generando impatti indiretti e indotti) e consente alle famiglie che hanno ricevuto un reddito grazie al lavoro svolto per l’Azienda e i suoi fornitori di acquistare nuovi beni e servizi. Nel 2019, ad esempio, l’Azienda ha acquistato beni e servizi da circa 2.300 piccole e medie imprese, per un valore totale di 1.2 miliardi di euro, oltre il 48% degli acquisti totali da fornitori italiani. In generale, sempre nel 2019, le attività operative del Gruppo hanno avuto impatti diretti, indiretti e indotti sull’economia italiana pari a circa 12,5 miliardi di euro di Prodotto Interno Lordo, coinvolgendo complessivamente circa 189mila lavoratori con una distribuzione di redditi per un totale di 7,5 miliardi di euro.

Focalizzando l’attenzione sulla Sardegna, può essere esemplificativa una delle recenti iniziative a forte impatto sociale ed economico intraprese da Poste Italiane. Sono stati infatti oltre 450 gli interventi straordinari effettuati nell’ambito del progetto “Piccoli Comuni”: oltre alla oggettiva valenza sociale, tali interventi hanno generato reddito e lavoro per le imprese locali attraverso le 214 nuove abilitazioni al servizio Wi-Fi gratuito in ufficio postale che portano a 346 gli uffici abilitati; la realizzazione di opere di “decoro urbano”, effettuate in 202 piccoli comuni e frazioni, in particolare con il restyling delle cassette rosse; le 38 installazioni di nuovi ATM Postamat per un totale di 251 presenti sul territorio; i 6 interventi di abbattimento di barriere architettoniche per facilitare l’ingresso negli uffici postali.

La ricaduta economica generata da questo progetto è soltanto uno degli esempi di come Poste Italiane incida in modo diretto e indiretto a generare sviluppo dell’economia locale attraverso il coinvolgimento delle imprese in una molteplicità di settori come ad esempio quello dell’edilizia, della manutenzione, della sicurezza, della logistica, delle nuove tecnologie, dell’impiantistica.

Le attività di investimento di Poste Italiane dirette alle imprese e allo Stato rappresentano inoltre un forte impulso all’economia del paese: le prime possono utilizzare le risorse raccolte per poter svolgere le proprie attività di business ed effettuare nuovi investimenti, parallelamente l’investimento in titoli di Stato consente di finanziare la spesa pubblica.

Poste Italiane ha da tempo intrapreso un percorso per integrare la sostenibilità nella propria strategia aziendale, affiancando agli obiettivi di business una chiara visione sulle tematiche ambientali, sociali e di governance. L’introduzione dei principi ESG (Environmental, Social and Governance), in particolare, ha permesso a Poste Italiane di raggiungere notevoli traguardi nazionali e internazionali. 

 

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