La Galleria Henry, un gioiello storico nella Piccola Parigi

Acque color smeraldo, interminabili litorali di sabbia finissima, costoni rocciosi a picco sul mare.

Ed è all’interno di questi scenari mozzafiato, nella parte sud-occidentale della Sardegna, che sorge un borgo turistico di mille abitanti: Buggerru.

Una miriade di casupole incastonate a valle del monte Caitas fino ad affacciarsi sulla spiaggia, dando l’impressione di aprirsi a ventaglio. Un luogo in cui le bellezze naturali, storia e cultura si incastrano alla perfezione.

 

Storia

È il 1864. Il volto tranquillo del piccolo centro sta affrontando profonde modifiche. Le sue terre ricche di piombo e zinco hanno richiamato l’attenzione della “Société des mines de Malfidano” di Parigi, che prende in gestione i giacimenti. Gli ammodernamenti apportati, tra cui l’edificazione di un cinema, di un teatro e di un ospedale, hanno regalato al borgo un aspetto nuovo, mondano, aperto solo alla dirigenza, e la definizione di “petite Paris”, la piccola Parigi. L’anno successivo iniziano i lavori di scavo per la creazione di una galleria, una grandissima opera ingegneristica, per mettere in collegamento le fonti di estrazione di Planu Sartu con le laverie e il porto di Buggerru. Per quasi trent’anni, il trasporto dei minerali avviene attraverso l’ausilio di animali da soma, quasi sempre rappresentata da muli. Nel 1892 si ha una svolta: le dimensioni dei tunnel vengono ampliate, introducendo la locomotiva a vapore. Un’avveniristica rete ferroviaria che in breve tempo ha soppiantato l’ormai lento e superato sistema adoperato. Tuttavia, il malcontento per le precarie condizioni dei lavoratori sfocia, il 4 settembre 1904, nel primo sciopero nazionale. Un evento macchiato di sangue in cui perdono la vita tre operai. Viene ricordato come l’Eccidio di Buggerru.

La Galleria Henry Situata al di sopra dell’abitato, nella miniera di Planu Sartu, la galleria Henry è una delle aree di interesse archeologico-industriale più importanti del Parco geominerario della Sardegna. Tutto appare com’era allora, come se il tempo si fosse fermato. L’arco in pietra che segnala l’ingresso della galleria, le pareti e il soffitto interamente attrezzati da quadri di legno. Un viaggio lungo quasi un chilometro in cui è possibile ripercorrere gli antichi binari seduti a bordo di un trenino elettrico. Le numerose finestre presenti nella roccia regalano scorci affascinanti della costa a strapiombo sul limpido mare e vedute spettacolari. Un’emozione resa ancora più suggestiva dai passaggi pedonali che costeggiano tutta la falesia. Un ritorno al passato reso possibile dai racconti delle guide turistiche legati ai fatti storici e sociali riguardanti la vita mineraria di Buggerru. Grazie a un lungo lavoro di riqualificazione, la galleria Henry è dotata di sistemi di illuminazione interni ed esterni, di indicazioni ed è accessibile in totale sicurezza.

 

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