Domenica la chiusura del Giubileo della Madonna di Bonaria

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Si concluderà domenica 5 Luglio l’Anno Santo Giubilare in occasione del 650mo anniversario (1370-2020) dell’arrivo a Cagliari del venerato Simulacro della Madonna di Bonaria. In una sagra estiva insolita si concluderà questo Giubileo segnato profondamente dall’emergenza sanitaria. L’ anno di grazia è stato aperto il 29 Settembre 2019 dall’Arcivescovo Emerito di Cagliari Mons. Arrigo Miglio. Il primo “segno” giubilare che ha scandito questo anno è stata l’accensione della fiaccola rimasta accesa in tutto questo anno giubilare, l’altro segno sarà la chiusura della Porta Santa.

Il 25 Marzo, giorno dell’arrivo del simulacro, Papa Francesco ha voluto far giungere la voce inviando una lettera indirizzata all’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, il Papa ricorda che la “visita” di Maria “ha cambiato il volto spirituale e civile di Cagliari e dell’intera Sardegna” che dal 1370, ha trasformato gradualmente il Santuario di Bonaria “in cittadella della preghiera, centro di azione del Vangelo, luogo di innumerevoli grazie e conversioni, caposaldo di pietà mariana, a cui guardano con fede quanti salgono all’omonimo colle”.  E’ un luogo – scrive Francesco – rimasto nei secoli quale memoria della grazia celeste: il monte è luogo privilegiato – secondo la tradizione biblica – di incontro con Dio, oasi di silenzio in cui ascoltare la sua voce che, come brezza leggera, parla al cuore degli umili di cuore per confortarli e farli messaggeri di speranza presso i fratelli”.

 

La storia

Nessuno ha mai saputo donde venisse e dove fosse destinato il meraviglioso Simulacro racchiuso in quella cassa misteriosa. Sappiamo solo che il suo arrivo a Bonaria fu una precisa volontà della Madre di Dio. Da quel fatidico 25 marzo 1370, la piccola chiesa di Don Alfonso è diventata la casa di Maria, il Santuario di Cagliari e della Sardegna, destinato a diventare il maggior centro di devozione alla Vergine di tutta l’Isola ed uno dei più importanti d’Italia. Il Simulacro della Vergine e del Bambino, è stato ricavato da un unico pezzo di legno di carrubo, misura un metro e 56 centimetri di altezza.

“Ha il capo scoperto con la lunga chioma, senza inviluppi, sparsa maestosamente sugli omeri. L’angelico sembiante è di color naturale tendente al bruno, di esatte proporzioni, maestosa ad un tempo ed amorevole. Dal collo fino ai piedi veste un’ampia e lunga tunica cremisi, da cui spunta appena il piede destro, bellamente dipinta, quasi broccatelle d’oro, e strette ai fianchi da una elegante e ricamata cintura.

La copre un gran manto azzurro con i risalti di squisito lavorio a fiori dorati che, affibbiato al petto, ripiegasi dal braccio destro sotto il sinistro con molta grazia. Sporge dal manto la mano destra col braccio alquanto disteso; ed il pollice è ravvicinato alle altre dita riunite in atto di sostenere una candela. Con la sinistra sostiene il Bambino di pari bellezza e nudo, il quale ha i capelli alquanto ricciuti e discriminati sulla fronte, porta nella sinistra un globo, e colla destra è in atto di benedire”

 

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