Un incontro tra mare e miniere: BUGGERRU

Dialogando con la sindaca di Buggerru, la dott.ssa Laura Cappelli.

 

Nel limite Nord-Occidentale della subregione storica dell’Iglesiente si incontrano i resti di un passato glorioso che dall’epoca di Metalla, fulcro dell’attività mineraria degli antichi Romani nell’Iglesiente, ha animato e costruito la storia di una parte dell’ampio territorio sud-occidentale della Sardegna. Il connubio fra mare e miniere ha portato, nei secoli successivi, alla creazione di una fiorente attività industriale grazie al forte impulso dato all’estrazione del piombo e in particolare dell’argento di cui è ricco il Sulcis Iglesiente. E dove c’è industria, ci sono dirigenti, minatori, operai e famiglie i quali hanno iniziato ad insediarsi lungo le coste in prossimità dei canali e delle valli che sfociano nel canale di Sardegna. Uno fra questi, tra i più “giovani” del territorio, è il borgo di Buggerru fondato nel 1864.

Il paese, caratterizzato da abitazioni disposte a ventaglio fra le quali spicca la chiesa di San Giovanni, è incastonato nella vallata del cosiddetto “canale Malfidano” che ha dato poi il nome alla più importante miniera della zona, attiva sino al 1979. Il suo moderno porticciolo è sovrastato dall’uscita della Galleria Henry, oggi museo a cielo aperto. Buggerru è attualmente un centro turistico, popolato da circa mille abitanti, un quinto rispetto all’inizio del secolo scorso. Il territorio comunale è caratterizzato ancora da un suggestivo tratto di costa, delimitata a nord da Capo Pecora e Portixeddu. A sud, a due chilometri dal paese, si può trovare l’insenatura di Cala Domestica, un gioiello incastonato tra falesie calcaree: in fondo a un fiordo sorvegliato da una torre litoranea spagnola del XVII secolo, si trova uno dei litorali sabbiosi più noti di tutta l’Isola.

Dialogando con la sindaca di Buggerru, la dott.ssa Laura Cappelli, abbiamo potuto apprezzare ancor di più le iniziative a favore delle bellezze naturalistiche e storico-culturali del borgo: «Negli ultimi 4 anni, ci siamo impegnati come amministrazione a partecipare ai numerosi bandi di finanziamento regionali e ministeriali in modo da poter dare una nuova immagine al paese. In primo luogo, la cura delle coste, la pulizia degli arenili e del paesaggio naturalistico che corona il territorio comunale ci ha permesso di puntare anche ad un tipo di turismo differente da quello balneare, un turismo esperienziale fatto di trekking, escursionismo, camminate, climbing, arrampicata, surf e diverse discipline d’acqua. Vi è poi nel nostro comune un importantissimo patrimonio archeologico minerario dismesso, riconvertito a punti di attrazione turistica e storico-culturale, quali le numerose miniere, gallerie, il museo del Minatore, i resti di pozzi e macchinari, villaggi e sentieri, le residenze e i palazzi della direzione, che testimonia la grandezza e l’operosità di una comunità oggi ricordate dalle sculture che Pinuccio Sciola ha dedicato ai minatori morti nel Settembre 1904, in occasione del primo sciopero generale d’Italia. Abbiamo ancora tanto lavoro da fare, ma siamo fiduciosi sia delle nostre capacità sia delle possibilità che Buggerru offre a chiunque volesse avere il piacere di conoscerci».

 

Foto di Michele Mossa

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