Nelle mense universitarie di Cagliari la rabbia degli studenti: «Non ci stiamo!»

Insaccati monoporzione, del pane, un frutto e, a giorni alterni, una scatoletta di tonno oppure di carne. Questo è il menù proposto agli studenti universitari della città capoluogo che, dal 1 Luglio, potranno ri-usufruire del servizio ristorazione chiuso per l’emergenza sanitaria.

Numerosissime ed unanimi le denunce delle associazioni studentesche contro la gestione amministrativa dell’ERSU, l’Ente Regionale per il Diritto allo studio universitario, il quale ha studiato, ai tempi del Covid-19, un servizio take away tramite ‘lunch box’.

«Dopo mesi senza risposte, finalmente l’ERSU pubblica aggiornamenti per quanto riguarda il servizio mensa. Ai ragazzi e alle ragazze, infatti, non è stata proposta molta scelta nella varietà di pietanze che possono ordinare: perlopiù panini con insaccati (rigorosamente monoporzione) e nessuna alternativa disponibile. Di domenica? Nulla di fatto, nel menù non compare. La situazione è ancora più grave se si pensa che nelle Case dello Studente le cucine sono state chiuse in virtù delle norme anti-CoVid, ma non è accettabile un menù che non tiene conto della nostra salute ma punta soltanto a evitare che le quote relative alla mensa vengano restituite a chi ha vinto la borsa di studio» si legge nel duro attacco dell’associazione Reset UniCa.

Unico punto di erogazione del servizio sarà per tutti gli aventi diritto quello di via Trentino, creando il rischio di interminabili code – anch’esse denunciate per anni dai numerosi rappresentanti e studenti – negando, di fatto, l’accesso a tutti coloro che sono lontani dalla sede di erogazione del beneficio vinto, si ricordi, tramite bando di concorso.

Insieme agli studenti, anche il consigliere d’amministrazione dell’ERSU di Cagliari Gianluigi Piras non ci sta e dichiara in un post pubblico su Facebook: “Non sono mai stato informato di questa soluzione e me ne dissocio totalmente. Oltre a violare le basilari condizioni per una sana alimentazione risulta a tratti offensiva del buon senso, dei diritti degli studenti, della qualità e della proporzionalità al valore medio dei singoli pasti da sempre forniti dalle mense universitarie in capo all’ERSU di Cagliari». E conclude: «Per quanto mi riguarda, le proteste che gli studenti stanno sollevando in queste ore sono comprensibili e meritano tutta la solidarietà ed il sostegno. Segnalo che è l’ennesima iniziativa, da parte degli uffici, negli ultimi mesi, avanzata senza alcun coinvolgimento preventivo del consiglio d’amministrazione».

 

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