L’arte della recitazione nei social media

È così curioso scoprire quanto il teatro, oggi più che mai, faccia parte delle nostre vite, anche inconsapevolmente. In un mondo governato dalle relazioni interpersonali, la nostra immagine rappresenta un elemento chiave nell’interazione con gli altri, permettendoci di soddisfare almeno temporaneamente il nostro inesauribile bisogno sociale di essere amati, stimati e accettati. Attraverso la presenza dei tanti social media che contornano le nostre esistenze e le nostre giornate, tantissime persone approfittano della rete per crearsi identità alternative in grado di offrire al prossimo un’immagine di sé sempre perfetta, migliore, impeccabile, veri e propri personaggi e copioni di vite che non sono le nostre ma che ci piacerebbe che gli altri pensino che lo siano, proprio come in uno spettacolo.

I social media rappresentano certo un palcoscenico ideale e facilmente raggiungibile sul quale chiunque può salire e mettersi in mostra, recitare una parte, alla ricerca di notorietà e di consensi, con un alibi di ferro tale da giustificare in ogni momento il loro fare: condividere. Si fa di tutto pur di stare virtualmente sempre in scena e protagonisti a tutti i costi, così maggiori saranno le approvazioni da parte del pubblico, tanto più ci si sentirà appagati, adorati e desiderati. Ma recitando quotidianamente e con un certo affanno una parte che non è la nostra ci illudiamo che sia questa la strada migliore per raggiungere il consenso e costruiamo una maschera di noi a cui finiamo per credere.

Prima o poi però, arriva il momento in cui spostiamo il nostro sguardo dagli schermi, lasciando spazio alla realtà per quella che è e non come abbiamo deciso di farla apparire a tavolino, ed è solo in questo momento che ci rendiamo segretamente conto del nostro vero personaggio e di quanto lo stiamo tradendo per un pugno di like. 

 

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