Il mondo delle api e dell’apicoltura

Un regno di 70.000 sudditi, che vive all’unisono come un solo “super organismo”, che comunica con una lingua speciale “la danza”, ed è governato da una Regina, monarca assoluto, da lei dipende l’avvenire dell’intero regno, poiché essa è l’unica femmina completamente sviluppata ed è l’unica, in condizioni normali, a poter generare prole. Il Reame si compone inoltre da un’ esigua percentuale di sudditi maschi, essi abitano il “castello” solo in estate o all’inizio della primavera, hanno il compito di fecondare, nel volo nuziale, la Regina, poi non essendo più utili vengono eliminati dalle altre suddite del reame, le operaie, perché questo è un regno tutto al femminile. Non stiamo descrivendo un regno incantato che fuoriesce dalle pagine di un libro di favole, ma qui si descrive un regno reale ed importantissimo per l’ecosistema mondiale, quello delle Api. Il biologo premio Nobel Karl von Frisch uno dei massimi esperti nel campo dell’apicoltura descrive la loro vita nel libro “Il mondo delle api”; un reame al femminile governato da una Regina, e da una schiera di api operaie, loro non depongono le uova ma conservano tutte le mansioni materne nei riguardi dalla prole che accudiscono curano ed alimentano dalla deposizione delle uova alla loro schiusa, sono inoltre le operaie che nel corso della loro vita si occupano di provvedere a tutte le attività utili al buon governo di un reame di oltre 70.000 individui, esse si occupano della pulizia dell’alveare, sono delle meravigliose architette creano e modellano con la cera, prodotta da loro stesse, l’intera architettura dell’arnia, inoltre difendono all’occorrenza alveare, procurano infine il cibo per tutte, polline e nettare che trasformano in un alimento famosissimo il miele.

Ma perché questo piccolo Imenottero sociale è così importante per l’intero ecosistema mondiale? Grazie all’impollinazione delle api si produce un terzo del cibo che viene consumato in tutto il Mondo, oltre il 75% delle specie vegetali vive e si riproduce grazie alla presenza delle api, la nostra intera esistenza di organismi eterotrofi, cioè che non generano energia ma la acquisiscono nutrendosi di cibo già elaborato è strettamente legata alla loro sopravvivenza, che negli ultimi decenni è seriamente compromessa; la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) stima che la popolazione mondiale di api si è ridotta dell’30% portando all’estinzione di svariate sottospecie, questo è dovuto in massima parte alle modifiche di destinazione del suolo che privilegia un agricoltura monocolturale, l’impiego massiccio di pesticidi ed insetticidi soprattutto i famigerati neonicotinoidi che agiscono direttamente sul sistema nervoso delle api compromettendolo inesorabilmente, altri pericoli non meno gravi sono i cambiamenti climatici, che interferiscono con la stagione di fioritura determinando la mancanza di risorse mellifere. “Ma a casa nostra come siamo messi? non bene!..” La Coldiretti dati alla mano certifica che questo piccolo insetto muove in Italia un giro di affari di 150.000.000 Euro comprendendo tutte le produzioni miele, pappa reale, polline, propoli, cera. Solo in Sardegna sono presenti 1767 apicoltori, di cui 939 in autoconsumo (al di sotto di 10 alveari) e 828 professionisti per un totale di 66.773 alveari. Si sottolinea però che la produzione di miele è crollata dell’80% rispetto alla media annua, con una produzione nazionale di appena 15 milioni di chili, a fronte di un quantitativo di quasi 25 milioni di chili di importo dall’estero durante l’anno, secondo elaborazioni Coldiretti (su dati Istat) si evidenzia che il 40% arriva dall’Ungheria e oltre il 10 % dalla Cina. Questo crollo è dovuto al clima anomalo, con un inverno caldo ed una primavera siccitosa che ha compromesso la fioritura e stressato le api. Ma cosa si fa per aiutare concretamente le api e quindi noi stessi? Nel 2013 l’unione Europea ha vietato l’uso di tre pesticidi particolarmente nocivi, ma questo non basta, ad un mese dalla Giornata mondiale delle Api, il Word Bee Day istituita nel 2017 dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite in cui si è catalizzata l’attenzione mondiale sull’importanza di questi insetti, insostituibili per l’equilibrio dell’ecosistema e per la sicurezza alimentare della nostra e di altre specie viventi, è rimasta la consapevolezza che questo piccolo essere vivente regge, se si può azzardare, le sorti del mondo, i vari Stati e le varia Associazioni Governative pare abbiano compreso che se non si agisce concretamente e celermente si arriverebbe ad un punto di non ritorno ipotizzando, ma non troppo, l’estinzione generale della specie con le conseguenze catastrofiche che ne conseguirebbero.

Ma anche noi cittadini possiamo fare qualcosa, ad esempio firmando la petizione “Save Bees and Farmers” verso un’ agricoltura ecosostenibile per la vita delle Api, l’iniziativa ha come obiettivo l’eliminazione dei pesticidi di sintesi dai campi coltivati entro il 2035, partendo dalle sostanze più pericolose, con un primo step dell’80% al 2030.

 

Riproduzione Riservata

 

© Riproduzione Riservata - Sardegna Società