Quattro chiacchiere con Roberto Zorcolo

Il volto noto del panorama televisivo e sportivo isolano si racconta con il suo ultimo libro

 

L’ ospite di questo numero di Sardegna Società è Roberto Zorcolo, un volto noto del panorama televisivo e sportivo isolano, oltre che un autore della casa editrice “La Zattera”, nelle librerie con il suo ultimo lavoro, che ci racconterà qualcosa di sé e del suo progetto.

 

Ciao Roberto e grazie della tua disponibilità. Sei tornato in libreria con il tuo ultimo lavoro “Tutto è possibile, testa cuore e gambe”, edito dalla casa editrice La Zattera di Alessandro Cocco. Il libro segue la tua prima pubblicazione, e vuole ribadire il forte messaggio che vuoi lanciare ai tuoi lettori. Ci racconti qualcosa di questo tuo progetto?
Ciao Marco e grazie per questo invito. “Tutto è Possibile” rievoca tanti messaggi, diversi modi di dire in cui tutti raccontano speranza. Nel mio piccolo ho provato a fare lo stesso, cercando soprattutto di non “inciampare” nel retorico o se vogliamo nella ripetizione del primo mio libro. Ho raccontato la storia di alcuni personaggi a me cari in un continuo flash back che mi portava da un letto di un ospedale a una gara.

 

La tua storia ci insegna che nella vita non bisogna mai arrendersi né fermarsi di fronte agli ostacoli che sembrano impedirci di continuare il nostro cammino. “Fai finta che sia facile”, si legge nella home page del tuo sito internet. Lo sport cosa ha rappresentato e cosa tuttora rappresenta nella tua quotidianità?
Rappresenta la vita, non potrei farne a meno. E’ una grande fortuna quella di chi riesce ad assaporare quella sensazione di stanchezza, di appagamento, di unione e anche di solitudine interiore. Lo sport è profumi, gioia, dolori, speranza, rivincita, passione, rispetto, riscatto e libertà. Non è mai troppo tardi per iniziare questa fantastica avventura chiamata Sport. Fatelo, potreste riscoprire un’altra occasione.

 

La tua scrittura ha la capacità di avvicinare il lettore e di consentirgli d’immedesimarsi nelle tue parole e nelle tue storie. L’empatia è la ricetta che sembra condire tutte le sfumature del tuo lavoro. Qual è il tuo rapporto con i lettori e, in generale, con le tantissime persone che ti seguono?
Di stupore e di normalità. E’ una contraddizione, ma si sposa benissimo con il mio vivere. Non essendo uno scrittore professionista ma solo una persona che racconta la propria esperienza, quando ricevo attestati di stima, mi sorprendo, mi emoziono e vivo il tutto con molta gioia ma anche normalità, come se fosse “tutto ok”, come se nulla potesse cambiare ciò che sono adesso o ciò che sono stato.

 

Durante il periodo di quarantena da COVID 19, ti sei messo in gioco e a disposizione di tutti realizzando, in diretta sulla tua pagina Facebook, delle sessioni di allenamento sulla bike a cadenza trisettimanale. Lo hai fatto gratuitamente, rivolgendoti a chiunque volesse seguirti. Io stesso ho avuto il piacere di allenarmi con te e posso affermare che il tuo entusiasmo e il tuo sorriso sono sempre stati trascinanti e hanno reso piacevoli, oltre che faticosi, tutti gli appuntamenti. Cosa ti ha spinto a realizzare questa bella iniziativa?
Mi ha spinto la volontà di cercare un piccolo barlume di normalità. L’appuntamento, l’impegno sportivo, con vecchi e nuovi atleti. Non sento di aver aiutato nessuno, anzi forse è il contrario, grazie alle persone che mi hanno seguito, non sono sprofondato io per primo. Per tre volte la settimana, provando a far finta di nulla, “si ritornava in palestra e tra gli amici” e intanto ingannavamo le settimane. Non mi sentivo di dover chiedere compensi perché non avevo necessità di dover guadagnare su quelle lezioni e non biasimo chi l’ha fatto, perché in tanti, al contrario mio, fanno questo per vivere e ognuno deve guardare e badare alla propria famiglia o sostentamento. Questo periodo segnato da grandi e importanti cambiamenti, alcuni dolorosi e difficili andavano in qualche modo gestiti e la gestione migliore era ed è quella dello sport almeno per me, dell’aggregazione, della condivisione e del motto di cui ormai facciamo tutti parte, “Tutto è Possibile”.

 

Roberto, la tua vita è fatta di numerose sfumature. Sei un grafico, un comico, un atleta, uno scrittore, un musicista. Hai addirittura portato a termine l’Ironman. Come si coniugano tutte queste facce di una stessa medaglia? Qual è il tuo segreto?
Vivere la vita in più vite, lo dico da sempre. Tre ex mogli, due splendide figlie tanti lavori, dal ristoratore, al magazziniere, al barista, al promotore turistico con un bed and breakfast fino ad arrivare allo sport che mi ha concesso di vivere un’altra bellissima vita. Non ci sono segreti, come non ci sono tra gli altri sportivi incalliti come me, ma solo una passione a cui è diventato impossibile farne a meno. Ps: Non c’è bisogno di separarsi e vivere tre vite con tre divorzi, sia chiaro, come sia chiaro che non è un vanto, lo è per me perché fortunatamente adoro entrambe con cui c’è sempre stato un bellissimo rapporto di amicizia.

 

Roberto grazie mille per la tua disponibilità e per esserti raccontato ai lettori. Vorrei salutarti con la domanda che pongo a tutti gli ospiti della rubrica. Quali sono i tuoi progetti futuri?
Pensavo, fino a poco tempo fa, di scrivere un altro libro in cui trattare tematiche totalmente differenti, ma credo che rimarrà nel cassetto dando spazio a un altro libro inerente lo sport, una sorta di guida per chi per la affronta un Ironman prima volta. Per quanto riguarda il lavoro invece, se tutto va bene, mi laureerò in Scienze Motorie, insegnare sarebbe un sogno, ma per ora continuo a fare il grafico anche se sognare è sempre bello e soprattutto aiuta a uscire dalla fantastica normalità di tutti i giorni.

 

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