L’orchestra in casa

Uno tra gli obiettivi più ambiziosi del mio percorso come insegnante di propedeutica musicale propone di far sperimentare soprattutto ai più piccoli come gli oggetti checircondano le nostre vite possano trasformarsi in veri e propri strumenti musicali alternativi, permettendoci di fare musica in ogni occasione con quello che abbiamo a disposizione.

Sono decisamente convinto che prima di affrontare lo studio più rigoroso di uno strumento musicale tradizionale, ogni bambino e bambina abbia bisogno e diritto di vivere compiutamente una fertile fase esplorativa e di sperimentazione sonora, dove la sua personale e vivace esperienza unita alle sue precoci preferenze saranno in grado di orientarlo in questa rilevante scelta.

Sarebbe dunque più che opportuno offrire a ciascun musicista in erba tutte le competenze musicali e trasversali necessarie per poter gestire appieno il mondo sonoro che ci circonda e quale modo migliore abbiamo se non quello di poter riscoprire in maniera creativa gli spazi e gli oggetti quotidiani di casa nostra? Forse non ci siamo accorti ma la nostra casa è un vero e proprio laboratorio del suono che trabocca di oggetti con proprietà acustiche piuttosto interessanti, definiti strumenti musicali impropri capaci di stimolare e potenziare l’ ascolto attivo, la produzione musicale e la letto-scrittura ma non solo, strumenti alternativi e approcci alternativi per fare musica in ambito domestico e non. Come possiamo intraprendere questa conoscenza insieme ai nostri bambini?


Innanzitutto, possiamo prenderci del tempo per tendere l’orecchio e percepire con attenzione tutti i suoni che ci circondano e che caratterizzano la nostra casa (il cosiddetto paesaggio sonoro), sia al suo interno che all’esterno, tentare di identificare le sorgenti sonore da cui originano i vari suoni e provare a descrivere le loro caratteristiche, l’altezza,la durata, l’intensità e il timbro. Possiamo anche ragionare sulla presenza/assenza di alcuni suoni, fare riferimento per esempio alla situazione pre-lockdown e identificare le differenze, oppure semplicemente ascoltare insieme della musica e confrontarci con loro sulle sensazioni, sugli effetti emotivi e sulle parole che vengono utilizzate, mettendo in gioco i diversi punti di vista.

Successivamente, proprio come in unavventurosa caccia al tesoro, muoviamoci alla ricerca di qualsiasi oggetto attiri la nostra e la loro curiosità sonora e proviamo ad utilizzare questo inedito materiale acustico con intenzioni differenti rispetto a quelle per cui è stato creato. Ed ecco che in un momento coperchi, ciotole, catene, posate, mestoli, pasta,semi e quant’altro la fantasia riusci a raccattare frugando qua e là per casa, si trasformeranno in una singolareorchestra donando loro preziose occasioni di scoperta sonora attraverso forme, materiali e modalità di utilizzo accattivanti e differenti. Percuotere, strofinare, mescolare, strisciare, shackerare, con le nostre stesse mani o con altri oggetti via via sempre diversi e curiosi, ci permetterà di mettere in gioco la nostra immaginazione, la creatività sonora, il nostro intuito musicale e il desiderio di divertirci insieme attraverso il suono.

In seguito, grazie a questa utile e positiva esperienza di ricerca e sperimentazione, ci accorgeremo con grande sorpresa che la nostra casa e gli ambienti in cui viviamo offrono delle vere e proprie partiture musicali pronte da leggere: una sequenza di soprammobili, libri, mobili, piastrelle, stanze, parti di un disegno o di un giocattolo infatti, nonché differenti colori, dimensioni, forme e quantità, diventeranno il nostro personale spartito per interpretare insieme ai nostri bimbi con il rigore e la passione di un direttore d’orchestra sublimi sinfonie domestiche o più semplicemente accattivanti performances dal vivo, tra la cucina e il salotto.

 

Riproduzione Riservata

 

© Riproduzione Riservata - Sardegna Società