Bonus mobili 2020: Un’occasione da non perdere

La Legge di Bilancio 2020 ha prorogato la possibilità di usufruire del “bonus arredo” a tutte le spese sostenute fino al 31 dicembre 2020. Ma di quali spese parliamo, a quanto ammonta l’agevolazione fiscale e chi sono i soggetti interessati? Il bonus arredo è una detrazione irpef del 50% sull’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Pertanto, presupposto necessario perché si possa usufruire di tale detrazione è che si sostengano spese per interventi di recupero edilizio, così come identificati dall’art. 16-bis, comma 1, lett. a), b) e c) e comma 3 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Parliamo di interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali, interventi di ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi, acquisti di unità immobiliari ristrutturate da imprese di costruzione (se acquistate entro 18 mesi dalla fine dei lavori).

I soggetti beneficiari sono tutti i contribuenti passivi IRPEF possessori dell’immobile o che semplicemente lo detengano, come inquilini o comodatari. Sono altresì ammessi i familiari conviventi del possessore/detentore dell’abitazione, a patto che i lavori siano stati eseguiti su un immobile dove si esplica la convivenza e che sostengano le spese personalmente. Al contrario, é esclusa categoricamente la trasmissione dell’agevolazione fiscale per decesso del proprietario o detentore dell’immobile. Infatti, in caso di decesso, agli eredi non potranno essere trasferite le quote residue della detrazione, a chiarirlo é stata la stessa Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 17/2015. 
La spesa massima sostenibile è di 10 mila euro e la detrazione del 50% viene divisa in 10 rate annue di pari importo. Ad esempio, un contribuente che sostiene 9 mila euro di spese per arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione, avrà un rimborso fiscale in sede di modello 730 di 450 euro ad anno per dieci anni (9.000 x 50% diviso 10 anni). Nel caso le spese siano sostenute da più soggetti, il limite massimo di 10.000 euro dovrà riferirsi alla singola unità immobiliare, indipendentemente dal numero di soggetti partecipanti alla spesa. Ad esempio, nel caso in cui due coniugi sostengano una spesa complessiva di 15.000 euro dividendo l’onere a metà, il limite di spesa agevolabile é sempre 10.000 euro.

Attenzione anche alle spese sostenute a cavallo d’anno. E’ frequente che l’Amministrazione Finanziaria riprenda a tassazione importi superiori a quelli effettivamente spettanti, perché i contribuenti non prestano particolare attenzione alla suddivisione della detrazione a cavallo d’anno. La norma consente che le spese del “bonus arredo” siano detraibili anche nel caso in cui avvengano su anni diversi (se collegate al medesimo intervento edilizio), a condizione che venga rispettato il limite massimo di spesa di 10.000 euro. Ad esempio, un contribuente che abbia effettuato lavori di ristrutturazione presso la propria abitazione nell’anno 2019 e che abbia sostenuto spese per mobili ed elettrodomestici pari a 8.000 euro, nell’anno 2020 avrà ancora un margine spendibile di 2.000 euro. Ma quali sono le spese agevolabili?

In linea generale si acquisisce il diritto alla detrazione quando si acquistano mobili e grandi elettrodomestici nuovi, non usati. Tra i mobili rientrano letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione; tra i grandi elettrodomestici rientrano frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga e asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. Il collegamento con l’immobile oggetto di restauro deve intendersi nel suo complesso e non considerando il singolo ambiente: un contribuente che ristruttura il bagno del proprio appartamento ha diritto al bonus arredo anche se acquista la cucina o arreda le camere da letto. I pagamenti devono essere effettuati con bonifico, con carte di credito o debito oppure con finanziamento a rate. Non sono ammesse altre modalità di pagamento, come assegni bancari e contanti. Va posta particolare attenzione alla documentazione da conservare. Ad un eventuale controllo dell’agenzia delle entrate vanno esibite fatture relativi agli acquisti e ricevute attestanti i pagamenti. Attenzione però, tale documentazione potrebbe non essere sufficiente. Infatti, dal 2018, gli acquisti degli elettrodomestici di classe A o A+ vanno comunicati all’ENEA tramite apposita procedura telematica e al contribuente potrebbe essere richiesta la ricevuta della PEC attestante tale comunicazione.

 

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