La coppia e la sua dinamica

Un caro saluto a tutti i lettori. Questo mese avremo modo di parlare delle relazioni di coppia. Un vasto mondo che include tante dinamiche e tanti interrogativi. L’obiettivo che ci metteremo sarà quello di focalizzare pochi e fondamentali punti, per dare una semplice e ampia visione di come funzioni la coppia. Inizieremo qui una prima parte che approfondiremo nei prossimi articoli.

Analisi

Inizierei col focalizzare la coppia semplicemente come “l’incontro tra due persone”. Questo incontro è sostenuto dall’esistenza di un bisogno comune o che si ipotizza/spera lo sia. Le fasi successive della coppia gireranno sempre intorno a questo punto, quanto il mio bisogno sia comune al tuo, ossia quanto i nostri obiettivi siano gli stessi nel corso della vita. Possiamo già introdurre che la difficoltà è e sarà proprio qui, modellare i propri bisogni per la coppia senza perdere il fulcro su sé stessi. È interessante osservare come nasciamo da una coppia le quali dinamiche relazionali andranno ad essere apprese dai figli. Questo punto pone l’accento su quanto si vada a creare una trasmissione generazionale riguardo al modo in cui ci si dovrà relazionare. La mente di un figlio apprenderà tante modalità per poi riprodurle in futuro. Che siano funzionali o disfunzionali queste verranno apprese e adattate in future relazioni. Focalizziamo ora una primissima fase che ogni coppia attraversa, sentita sicuramente più e più volte da ognuno di voi; l’innamoramento. In questa prima fase i partner si fondono l’uno nell’altro perdendo ogni confine, la consapevolezza di sé, e muovendosi per soddisfare a pieno tutto ciò che l’altro vuole. La relazione funziona bene e senza troppe difficoltà, appunto perché si mettono in campo tutte le proprie capacità e abilità per dare all’altro ciò di cui ha bisogno. Possiamo analizzare la modalità disfunzionale nel fatto che tutto questo avvenga a discapito di sé stessi, ossia la persona non emerge con i propri bisogni, bensì questi vengono messi in secondo piano per l’altro. Chiamiamo questa fase “confluente” appunto perché entrambi i partner confluiscono nell’altro perdendo sé stessi. Scritto così diviene uno splendido gesto d’amore. In parte lo è ma d’altra parte questo lo si fa perché si sente di aver trovato un “tesoro” per la propria parte emotiva, e l’obiettivo diventa conquistarlo. Riconosciamo quindi come il confluire con l’altro nasconda il bisogno egoistico del volere l’altro tutto per noi. Potremmo in altre parole descriverlo così, ti do tutto quello che desideri, in modo che tu possa diventare mio. Spendiamo per chiudere due parole su quale sia il bisogno iniziale presente nella coppia. Gran parte delle volte il bisogno presente ad inizio relazione non è mai quello reale. Esso viene presentato in modo poco focalizzato affinché l’altro non scappi dalla relazione. Esprimendo questo concetto come equazione diverrebbe: più esplicito il mio bisogno più corro il rischio che l’altro interrompa la relazione fin dall’inizio. Il risultato di questa equazione diventa: esplicitare il proprio bisogno in modo non eccessivamente chiaro fin dall’inizio, o meglio sino al punto in cui si sia certi che l’altro lo accetti. Il bisogno che ognuno cerca di soddisfare nella relazione di coppia, spesso è difficilmente ottenibile in modo completo bensì più facilmente raggiungibile in alcune parti. Più la relazione maturerà e andrà avanti, maggiore sarà l’esplicitazione di tutto ciò che sino a quel momento era rimasto implicito. Leggiamo questo come un gioco manipolativo che compare in altrettante relazioni. Se entriamo in un negozio di macchine, ciò che ci viene detto deve essere quanto più in linea con i nostri bisogni. Una volta presi nella rete ci verranno fornite tutte le informazioni aggiuntive, anche quelle più scomode, ma a quel punto avremo già investito emotivamente, ed il tornare indietro sarà maggiormente difficile.

Conclusioni

Creiamo la relazione mostrando all’altro ciò che vuole vedere e nascondendo ciò che percepiamo non gli piacerà. Calcoliamo più o meno consapevolmente quanto il nostro bisogno venga accolto dall’altro e sulla base di questo decideremo quanto esplicitarlo affinché l’altro non si spaventi e fugga. Dopo questa prima fase la coppia evolverà ulteriormente trovando sempre più funzionali strade per far coincidere i differenti bisogni in gioco. Se uniamo da ambo le parti consapevolezza di quali bisogni riponiamo nella coppia ed l’esplicitare gli stessi senza remore, otterremo una coppia con alta solidità nel suo funzionamento.

 

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