Dopo i restauri, verso la riapertura

L’ isola di Sant’Antioco è situata presso la costa sud-occidentale della Sardegna. Essa è collegata all’entroterra costiero da un sottile istmo percorribile, creatosi da sedimenti marini. L’isola si formò circa 25 milioni di anni fa, e si distaccò dalla Sardegna a causa di poderosi movimenti tettonici. Molti milioni di anni dopo, l’isola assunse l’attuale morfologia, prevalentemente pianeggiante. L’isola fu abitata sin da epoca preistorica, come dimostra la presenza di diversi insediamenti, menhirs e domus de janas. Durante l’età nuragica si registra una diffusione capillare di insediamenti su tutto il territorio. La densità di popolamento e la presenza di una società ben organizzata, nel corso dei secoli favorirono i primi contatti con le genti provenienti da Oriente. Agli albori dell’VIII sec. a.C. venne fondato, sul versante orientale dell’isola, uno dei centri fenici più antichi del Mediterraneo, il centro di Sulky. Questo rivela una partecipazione attiva e consapevole della popolazione locale. L’importanza del centro portuale attraversò l’età punica e si affermò in epoca romana, quando la città di Sulci divenne municipium. Durante l’impero di Adriano (II sec. d.C.), vi furono pesanti persecuzioni verso i cristiani, i quali, per non essere arrestati e uccisi, emigrarono in terre più tranquille.

Secondo la leggenda, Antioco, medico mauritano, arrivò sulla costa di Sulci durante l’epurazione cristiana per diffondere la fede; questa in poco tempo venne recepita e accettata dalla popolazione sarda, ma non dai persecutori che, recatisi a Sulci per arrestarlo, lo trovarono già morto nelle grotte ove si era recato a pregare. La notizia della morte del nobile predicatore sconvolse il popolo sardo e, in suo onore, il territorio di Sulci venne rinominato “Isola di Sant’Antioco”. La Basilica di Sant’Antioco è stata costruita sulla tomba del Santo, ed è uno dei monumenti più antichi dell’isola. Si tratta della prima sede vescovile della Diocesi Sulcitana Iglesiente. Questa fu edificata intorno al V sec., e nel XII sec. venne ampliata, tanto da mutarne totalmente l’aspetto originario; questi lavori di ampliamento si protrassero fino al XVIII sec. Anche nel corso della seconda metà del 1900 vennero effettuati dei lavori di ripristino, in occasione dei quali vennero alla luce una fonte battesimale quadrata in pietra e quattro sarcofagi, questi ultimi privi di materiale al loro interno.

L’ultimo restauro della Basilica risale a maggio del 2019. La riapertura era prevista per il 18 marzo 2020, ma a causa dell’emergenza Coronavirus, l’evento è stato rimandato a data da destinarsi. L’evento verrà riprogrammato non appena le misure contenitive verranno allentate, ed il pericolo sarà minore. Le catacombe di Sant’Antioco, costruite a partire dal III sec. intorno alla cripta dell’omonimo Santo, sono da considerare tra le prime testimonianze di cristianità nell’isola. Per la realizzazione vennero riadattate cinque camere ipogeiche, relative all’area della necropoli punica risalente al VI sec. a.C. In questo luogo venne creato un vero e proprio cimitero collettivo, per gli aderenti alla fede professata, fino alla morte, da Antioco. Alcuni ambienti ipogei relativi alla necropoli, si possono ancora visitare nella loro struttura originaria, contestualmente alla visita alle Catacombe. Anche se in progressiva erosione, le catacombe conservano ancora elementi molto significativi. A tal proposito citiamo le pitture murali, anche se frammentarie; un’iscrizione funeraria; raffigurazioni animali e floreali.

 

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