Verso gli esami, più veloci del vento

Nel mese di giugno, nelle spiagge di Fernandina, isola dell’arcipelago delle Galapagos, vengono al mondo migliaia di iguana. Schiuse le uova, i piccoli muovono i loro primi passi sul pietrisco rovente e cominciano a guardarsi intorno per individuare una buona direzione da imboccare. Molti cuccioli non avranno neppure il tempo di rendersene conto, ma quella è la prima sfida della loro vita, la più decisiva. Ad attenderli in spiaggia, infatti, ci sono svariate migliaia di serpenti corridori che non appena scorgono una preda un po’ incerta, le volano addosso e la soffocano per inghiottirla. C’è solo un modo per superare la prova: non esitare troppo, prodursi in uno scatto agile e correre più veloci del vento verso gli scogli, perché lì i serpenti faranno fatica ad aggrapparsi. Per ciascuna iguana di Fernandina, l’opportunità di avere un futuro è legata a questo terribile battesimo del fuoco. Se il serpente ti acchiappa, è finita. Se non lo fa, puoi sperare di poter esplorare l’isola e cominciare a organizzarti l’esistenza. Qualunque forma avranno gli esami del prossimo giugno, i nostri studenti possono avere la certezza che la loro sopravvivenza non dipenderà dal modo in cui li affronteranno. È un gran bel privilegio non nascere a Fernandina da un uovo di iguana. Inoltre, la consapevolezza di doverli sostenere in una forma semplificata per via della temporanea sospensione delle attività didattiche, oggi ha ridimensionato notevolmente la portata emotiva dell’esperienza, riducendola quasi a un mero esercizio burocratico. È importante agire ora, nel tempo che separa ciascuna studentessa e ciascuno studente dal giorno dell’esame, per ridiscutere questa consapevolezza e contrastarne gli effetti. Non si può consentire che avere conseguito la licenza media o il diploma di maturità nell’anno del Covid-19 diventi, nell’opinione comune, un fardello, o peggio un’onta, invece che una conquista. Docenti e genitori dovranno adoperarsi incessantemente, da qui a giugno, perché i ragazzi non perdano l’entusiasmo, perché in nessuno di loro si esaurisca la carica adrenalinica, perché in nessuno di loro germoglino la rassegnazione e la rinuncia all’impegno. È vero, stavolta più del solito nessuno correrà il rischio di dover sfuggire a orde di serpenti sulla sabbia arroventata, ma questo non può trasformare l’esame nella fredda esecuzione di una procedura. I ragazzi non lo meritano. La Scuola non lo merita. E non lo merita il nostro paese, perché proprio nel tempo della lunga ricostruzione che ci attende, avrà bisogno di persone motivate e preparate, di persone che, anche con la strada spianata e senza ostacoli, sapranno muoversi con la determinazione di chi sceglie di non dare niente per scontato.

 

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