La Clessidra

Ci sono due parole che seppur differenti nel loro significato, di questi tempi, si legano alla perfezione: sono speranza e ripartenza. La prima, fiduciosa, da’ coraggio alla seconda che include un chiaro dato di fatto: riprendere in mano le redini della propria vita e ricominciare. Certo, dalle parole ai fatti ce ne passa. E non sarà facile, ovvio: ma possibile sì. Che ci sarà da affrontare una bella salita l’ho capito dallo sguardo di mia sorella, prossima maturanda, quando parla dell’esame: nei suoi occhi vi è l’adrenalina per l’importante avvenimento che si mischia alla mancanza di certezze riguardo quel che avverrà. Lei, intanto, continua a studiare. Che non sarà tutto rose e fiori l’ho percepito anche dalle preoccupazioni generali di alcuni imprenditori locali che, come tutte le Partite IVA, sono rimasti fermi per parecchio tempo e dormono fra mille dubbi: quante modifiche si dovranno apportare al locale? quando si riprenderà a lavorare come prima? come risponderà la clientela ai nuovi protocolli di sicurezza? In tanti, insomma, sperano di non annegare: restare a galla nel mercato, ora più che mai, vale quasi quanto saper nuotare. Chiacchierando con due amici che lavorano nel settore turistico balneare, le incertezze non sono venute meno: la stagione corta e il calo delle prenotazioni preoccupano e non poco. Perché con la ripresa graduale della vita di sempre la luce che illuminerà i nostri volti sarà ancora fioca e intermittente. Occorrerà pazienza e resilienza, in sostanza. Sperando che la solidarietà, soprattutto nei piccoli centri, faccia da collante.

 

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