La coltivazione e la cura del limone

In questo articolo vi parlerò della coltivazione e della cura del limone. Il Limone (Citrus limon (L.)) è originario dell’India e dell’Indocina. L’albero del limone può raggiungere fino a 6 metri di altezza a maturità se mai contenuto, ha un portamento aperto e i suoi i rami sono solitamente spinosi. Le foglie sono rossastre da giovani e poi verde scuro sopra e leggermente più chiare sotto. I fiori profumati sono prodotti tutto l’anno se in condizioni climatiche favorevoli, essendo una specie rifiorente. I periodi principali di fioritura sono in primavera, i cui limoni matureranno in inverno, e in settembre ottobre, che matureranno invece nell’estate successiva.

Nel periodo estivo dovrete riporlo in posizione soleggiata con almeno 5 ore di luce diretta, al riparo dai venti e con abbondanti irrigazioni quotidiane, evitando di generare ristagni idrici che genererebbero marciumi radicali. Ad ottobre, quando le temperature esterne scendono sotto i 12°C dovrete ripararlo in un ambiente con almeno 4-5 ore di luce diretta, bene areato per evitare l’insorgenza di patologie fungine come oidio e insetti come cocciniglia e con una temperatura compresa tra 8 e 11°C, irrigandolo una volta ogni 10-15 giorni circa.

Il limone è sensibile al freddo e tende a ingiallire e perdere le foglie attorno ai 4°C e a defogliarsi completamente con temperature di -4/-5°C, mentre temperature inferiori possono compromettere anche il legno. I fiori e i frutti, invece, sopportano valori tra 0/+2°C, al di sotto delle quali però abortiscono e necrotizzano. Il terriccio per i rinvasi dovrà essere specifico per gli agrumi con pH compreso tra 5,5-6,5°C. Per un corretto mantenimento dovrete somministrare una volta al mese del ferro chelato, una volta ogni due mesi del lupino macinato, una volta ogni 4/6 mesi del concime granulare per agrumi e irrigazioni costanti.

Le malattie più diffuse riscontrate sulla pianta di limone sono diverse, tra cui l’oidio, la cocciniglia, gli afidi, il marciume radicale, la minatrice serpentina. L’oidio è una patologia fungina che colpisce le foglie e si manifesta quando nell’ambiente è presente un tasso di umidità elevato e con scarso arieggiamento, come ad esempio nel locale in cui ricoverate il limone in inverno. L’oidio è causato da un fungo che provoca un feltro polveroso biancastro sulla pagina superiore delle foglie, riducendo il processo di fotosintesi. Potrete trattare con prodotti a base di rame ammessi in agricoltura biologica. La cocciniglia invece è un insetto che attacca in particolari condizioni di umidità e di assenza di arieggiamento. La cocciniglia debilita le piante attaccandosi alle foglie e nutrendosi della linfa. Se l’infestazione non fosse troppo estesa, potrete rimuove gli insetti manualmente con un panno bagnato, o in alternativa dovrete spruzzare dell’olio bianco sulle parti colonizzate. Gli afidi sono in grado di succhiare la linfa, producendo allo stesso tempo la melata, una sostanza zuccherina che va a ricoprire le foglie e potrebbe provocare l’insorgenza della fumaggine e conseguente necrosi delle foglie, inficiando pesantemente sulla fotosintesi. Contro gli afidi potrete intervenire con piretroidi o preparati con sapone di marsiglia o olio di neem..

La minatrice serpentina è la più diffusa ed è un microlepidottero che scava gallerie ai germogli, giovani rametti e tra le lamine fogliari, di cui si nutre, provocandone la caduta e disseccamento. I danni se non intervenite saranno ingenti. Potrete intervenire rimuovendo le foglie colpite e bruciandole e se l’attacco è massiccio dovrete utilizzare un insetticida sistemico, rispettando il tempo di carenza prima di raccogliere i frutti. Per l’utilizzo di prodotti che siano essi biologici o meno attenetevi scrupolosamente alle indicazioni riportate in etichetta.

 

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