Accostare gli stili piccoli

Passeggiando per i centri storici, il fascino dei vicoli stretti delle prospettive e fughe visive, ciò che maggiormente stimola la mia curiosità (e questo credo valga per tutti) è come sono all’interno quelle case dalle piccole aperture. Tutti più o meno abbiamo avuto occasione di visitarne qualcuna e di notare come queste abitazioni siano caratterizzate da elementi ricorrenti, a volte valorizzati altre messi in ombra.

Esiste una logica corretta di approccio al recupero di questi immobili che ci garantisca da possibili errori? A parte l’esperienza derivante da interventi già fatti, lo studio di progetti altrui già eseguiti che ci da una casistica di confronto, non esiste un metodo preciso e unico che granisca un risultato privo di errori. Principalmente dobbiamo fare una doverosa precisazione che tipo d’intervento dobbiamo effettuare sull’immobile. Infatti sappiamo bene che esistono diversi tipi modi d’intervenire su un immobile che vanno da un restauro integrale che interessa finiture impianti e strutture per poi arrivare al semplice arredo, sull’ultimo pero vorrei specificare che forse è il più complesso da mettere in atto ed ecco perché è proprio su questo che oggi voglio focalizzare la vostra attenzione. L’arredamento è come il condimento nell’insalata amalgamata da sapori che creano l’equilibrio tra gli elementi ma basta commettere anche un piccolo errore nell’utilizzo dello stesso per renderla immaneggiabile o comunque sgradevole. Come sempre mi piace mettervi difronte ad alcuni punti di riflessione più che a dare generiche soluzioni;

1 – Compiere una corretta analisi degli spazi che compongono la nostra casa e di come questi sono illuminati, che sia luce naturale o artificiale. Questo tipo di analisi ci permette di prendere fisicamente coscienza degli spazi anche se le piante quotate sono un corretto e indispensabile supporto, non tutti abbiamo una reale percezione degli spazi valutandoli su carta. Misurando gli spazi fisicamente possiamo renderci realmente conto d’ingombri e rapporti tra gli spazi. In questa fase bisogna valutare come questi spazi ricevono luce, infatti a seconda di come posizioniamo gli arredi possiamo impedire una corretta diffusione della luce che sia naturale o artificiale. Per far consiglio di recarsi nell’immobile in diverse ore del giorno e della sera.

2 – Capire lo stile che caratterizza la casa. A seconda del tipo di restauro che è stato operato sulla casa questo ci può apparire rustico; presenza di molto legno, muri in pietra e pavimenti in cotto o pietra dal taglio irregolare, moderno e minimalista ampi spazi superfici tendenzialmente molto chiare e privo di dettagli caratterizzanti o dal classico con presenza di modanatura cornici ecc… Se siamo fortunati potrebbe essere anche un insieme equilibrato di tutti questi stili. A seconda dello stile diciamo dominante, nelle case dovremo operare una scelta nello stile degli arredi che crei un equilibro, il che vuol dire che non per forza ci deve uniformare a questo mantenerlo nella scelta di ogni singolo elemento che andremo a inserire nei nostri ambienti.

3 – Capire di che arredi abbiamo bisogno; Questa è una valutazione molto personale legata alle esigenze e modo di vivere del singolo a come usiamo gli spazi, pertanto molto personale. L’importante e come son solito dire soddisfiamo le esigenze primarie quello che ci è indispensabile per poterci vivere e lasciamo il resto a fasi successive. Questo ci permetterà di evitare mobili o complementi inutili. È più facile aggiungere dopo che dover togliere, a parte che in questo modo potremmo ottimizzare le spese.

4 – Valutare se sono necessari piccoli interventi sulle finiture per far si che il tutto si rapporti e si amalgami per dare un risultato ottimale. Può essere necessario effettuare piccoli interventi sulle finiture come cambiar colore alle pareti o soffitti per creare maggior uniformità oppure l’esatto contrario per mettere in evidenza alcuni dettagli. Ad esempio se abbiamo una parete in mattoni faccia a vista naturali che risulta sul nostro ambiente troppo caratterizzante potremmo valutare di sbiancarla, questo ci permette di mantenere la tessitura e allo stesso tempo d’inserire un arredo rustico o industriale senza sovraccaricare l’ambiente. Al contrario in un ambiente moderno possiamo trattare una parete con vernici o stucchi o ancora con una carta da parati, in questo modo potremo caratterizzare l’ambiente creare un contrasto atto a mettere in evidenza il taglio moderno dell’ambiente. Fatte queste premesse voglio descrivervi come in un esempio si è deciso di operare.

La casa di cui vi parlo è un piccolo immobile sito in centro storico;

Lo stile dell’immobile per volontà del precedente proprietario non aveva un stile definito altresì risultava caratterizzato dalla scelta di mettere in evidenza i caratteri costruttivi, Capriate color legno, tavolato, porzioni confuse di muri in pietra a vista e pavimenti in gress porcellanato. In oltre come è consuetudine in questi immobili risulta poca luce naturale. Il risultato era un immobile a primo impatto molto suggestivo ma difficilmente gestibile. La prima cosa da fare era renderlo più luminoso sbiancando soffitti in tavolato e travi a vista, questo ha permesso di mantenere inalterato lo stile dell’immobile rendendolo più luminoso. Si è inoltre deciso di lasciare inalterati tutti gli altri elementi di finitura. Da qui sono stati scelti alcuni elementi di arredo dal taglio classico (primi del 900) come elementi puntati atti a focalizzare l’attenzione, onde evitare di appesantire sono stati posizionati su pareti libere, dopo di che il resto degli elementi di arredo sono stati scelti con taglio moderno e colori tenui preferendo una finitura opaca. L’insieme di scelte ha mantenuto l’effetto suggestivo valorizzandolo ma senza appesantirlo. Questo voleva essere un esempio di un modo di uno dei tanti con cui si può intervenire arredando un immobile senza stravolgerlo ma cosa ancora più importante utilizzando elementi di stile diverso.

 

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