Educare i bambini al buon uso dei dispositivi elettronici

In questi ultimi cinquant’anni di storia mondiale, la rivoluzione digitale che ancora è in atto ha creato dei profondi mutamenti nei nostri ambienti e nei modi di vivere. La tecnologia è entrata prepotentemente in tutti gli aspetti della vita, trasformando inevitabilmente i comportamenti, i modi di comunicare e di relazionarci, le nostre abitudini quotidiane. Le nuove generazioni oggi più di ieri crescono in un mondo pervaso dai media digitali e hanno dovuto fare i conti molto presto con l’impiego di questa molteplicità di strumenti, diventati vera e propria estensione delle nostre mani e della nostra mente: parliamo di dispositivi elettronici e digitali come personal computer, tablet, smartphone, TV touch screen, lettori musicali ma non solo, oggetti che indubbiamente hanno reso la nostra vita più facile, o a detta di alcuni nostalgici forse più complicata del solito. Nel momento in cui tali dispositivi subentrano nelle nostre attività quotidiane, diventa essenziale imparare a gestire efficacemente il nostro rapporto con la tecnologia, cercando di ridurre ed evitare gli effetti negativi del cosiddetto Tecnostress, definito come l’insieme di atteggiamenti, comportamenti, disagi fisici e psicologici causati dall’incapacità di affrontare le nuove tecnologie in modo sano e che può essere dato dal deciso rifiuto nell’accettare la tecnologia o viceversa nell’iper-identificazione con la stessa, fino al punto di non poterne più fare a meno. La pandemia che stiamo ancora oggi attraversando ha messo ciascuno di noi di fronte alla necessità di adeguare repentinamente l’attuale utilizzo per intrattenimento di questi dispositivi verso fini più indispensabili, come l’ambito lavorativo, scolastico o più banalmente comunicativo, unici modi al momento per poter portare avanti le nostre attività e contrastare in qualche maniera gli effetti negativi del distanziamento sociale imposto dalle direttive del governo per combattere l’avanzata del virus.

 

Ma in un’ era così altamente tecnologica come la nostra, possiamo davvero pensare che la tecnologia non prenda il sopravvento anche nelle vite dei nostri figli, se già non l’ha fatto e noi abbiamo fatto finta di non accorgerci? Certamente è necessaria un’educazione al buon uso consapevole di tutti questi dispositivi, ma negarne a priori l’utilizzo ai più piccoli sembra quasi un atto di codardia da parte nostra, un modo per non metterci in discussione, per non affrontare il cambiamento, impedendo loro una conoscenza senza confini di ciò che ci circonda e la possibilità di crescere padroneggiando questi strumenti in modo consapevole. Il dibattito sull’utilizzo di questi dispositivi da parte dei bambini è ancora molto acceso: diversi medici e scienziati mettono in guardia sul loro utilizzo precoce, con una serie di ripercussioni dal punto di vista sanitario piuttosto considerevole, che vanno dalla sovraesposizione a numerosi stimoli di varia natura al conseguente carico stressogeno e affaticamento visivo derivante dall’utilizzo prolungato nel tempo. Con l’avvento della Didattica a Distanza, che fino ad ora, salvo qualche eccezione, non è stata considerata così essenziale per i più piccoli, ci si è chiesti quale migliore utilizzo di tali strumenti fosse auspicabile per attenuare gli effetti negativi citati da medici e scienziati, che però occorre ricordare che si sono espressi attraverso studi e ricerche condotte in un momento storico differente, prescindendo da quello che stiamo vivendo. L’ utilizzo massiccio dei dispositivi e l’accesso alle molteplici piattaforme per la didattica a distanza ha subito in poche settimane un brusco incremento e non tutte le famiglie sono riuscite a gestire immediatamente questo cambiamento, adeguandosi piano piano alle richieste provenienti dall’ambito scolastico, anche con l’aiuto e l’intraprendenza dei tanti insegnanti.

 

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