La gestione alimentare del cane e del gatto

Cane e gatto appartengono entrambi all’ordine dei Carnivori, questo implica che la principale fonte alimentare sia costituita da tessuti animali (principalmente muscoli). Tuttavia, durante il percorso evolutivo, il gatto è divenuto un carnivoro stretto (o obbligato), mentre il cane ha sviluppato abitudini alimentari naturali più simili a quelle degli onnivori. Il cane può utilizzare efficacemente componenti alimentari sia animali sia vegetali, mentre il gatto possiede specifiche incompatibilità alimentari che comportano l’esistenza di esigenze nutrizionali più ristrette e peculiari in questa specie. Tali esigenze sono costitute soprattutto dal fabbisogno proteico più elevato e dalla specifica necessità di arginina, taurina, acido arachidonico e vitamina A preformata nella dieta. Inoltre, la capacità del gatto di metabolizzare il glucosio e altre fonti energetiche è notevolmente diversa da quella di altre specie animali e riflette la dipendenza da una dieta animale a elevato contenuto proteico. Pur non necessitando di carboidrati (principalmente cereali) nella dieta, i gatti sono in grado di metabolizzarli e la maggior parte degli alimenti commerciali contiene una moderata quantità di questo nutriente.

 

Frequenza dei pasti: in gatti e soprattutto cani, da sempre esiste il dilemma della suddivisione del pasto nell’arco della giornata. Abitudini frequenti sono: la somministrazione del cibo in un unico pasto, la suddivisione in più pasti o la pratica di lasciare ad libitum (“a volontà”). Il numero di pasti non deve implicare una differenza sulla quantità di cibo totale. L’unico beneficio della somministrazione di un singolo pasto è dato dalla maggiore praticità, gli svantaggi sono rappresentati da: elevata frequenza di rigurgito immediato del pasto, fattore di rischio per l’insorgenza della torsione dello stomaco in cani di grossa mole comparsa di ulcere gastriche. Infine un’unica somministrazione di cibo nell’arco dell’intera giornata può portare ad un sovraccarico dell’apparato digerente con conseguenti gravi problemi al fegato e pancreas. Nei cuccioli, dopo lo svezzamento, la somministrazione del cibo dovrebbe essere di almeno 4 volte al giorno, dopodiché si potrà passare gradatamente a 3 (meglio) o almeno 2 pasti nell’età adulta.

 

Dieta casalinga o commerciale: in commercio esistono mangimi secchi ed umidi di ottima qualità, bilanciati e studiati per garantire al tuo compagno un adeguato fabbisogno per crescere, svilupparsi e mantenere una perfetta forma per tutta la vita. L’utilizzo di mangimi completi, correttamente bilanciati, ha permesso di ridurre l’incidenza di patologie associate a carenze o squilibri di determinati componenti nutrizionali. Inoltre, l’avvento degli alimenti dietetici ha permesso di curare o di diminuire i sintomi di una specifica patologia. Se invece decidete di preparare una razione casalinga, questa (ben realizzata in base alle esigenze del soggetto) può soddisfare le necessità di un’alimentazione equilibrata.

Una prassi scorretta, purtroppo molto diffusa, è quella di addizionare i cibi secchi con umido o altri alimenti casalinghi: ricordate che uno dei vantaggi delle crocchette è proprio la loro consistenza in grado di resistere in ambiente senza venir alterate dai batteri ed effettuare una utile pulizia dei denti, per cui somministrate sempre in una ciotola a parte il resto del cibo.

 

L’etichetta: i mangimi migliori sono formulati per uno specifico stadio della vita, per esempio l’accrescimento (puppy e junior), il mantenimento (adulti), l’età avanzata (senior), e questo è chiaramente specificato sulla confezione. L’etichetta elenca gli ingredienti in ordine decrescente di peso. Verificate che i primi ingredienti siano di origine animale come carne, pesce, uova, o farina di carne o di pesce, preferibilmente non sottoprodotti. Le istruzioni riportano la quantità di alimento da somministrare quotidianamente, ma si tratta di un’indicazione media. La quantità effettiva è in relazione al metabolismo dell’animale: se l’animale tende ad ingrassare, la quantità di cibo va ridotta.

 

Per concludere, l’acqua: è un elemento vitale ed è considerato il più importante dei nutrienti poiché interviene in numerose funzioni organiche. Con la crescita degli animali, la richiesta di acqua per unità di peso corporeo proporzionalmente si riduce poiché si riduce il consumo di cibo e c’è meno perdita di fluidi con l’urinazione. Lasciare sempre l’acqua a disposizione è una buona abitudine in linea generale, opportuno cambiarla spesso; soprattutto d’estate è molto utile però utilizzare delle soluzioni in grado di somministrare poca acqua per volta nei cani di grossa taglia, al fine di ridurre il rischio di torsione dello stomaco.

 

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