Il ruolo della fisioterapia nell’emergenza sanitaria

In quest’articolo penso sia giusto soffermarsi sul ruolo della fisioterapia nell’attuale emergenza sanitaria che ci troviamo ad affrontare a causa della ben nota malattia infettiva. La COVID-19 (acronimo dell’inglese COronaVIrus Disease 19) è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus. I coronavirus sono virus a RNA che, tipicamente, si trasmettono tra animali, ma talvolta possono infettare anche l’uomo (zoonosi). Le infezioni da coronavirus inducono i sintomi che troviamo indicati anche sul sito del Ministero della Salute: febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e addirittura la morte . In genere, le infezioni da coronavirus riguardano le vie respiratorie superiori (bocca, naso, faringe); talvolta, è possibile che l’agente infettivo virale possa raggiungere anche le vie respiratorie inferiori (dalla trachea ai polmoni) e causare una bronchite o nei casi peggiori una polmonite virale. Il rischio di polmonite è maggiore nelle persone anziane, nei cardiopatici e nelle persone con un sistema immunitario debole.

 

In genere, ad un paziente in buona salute, nei casi più comuni di infezione da coronavirus, le indicazioni mediche sono principalmente:

Stare a completo riposo fino alla scomparsa della sintomatologia.

Bere molti liquidi, per evitare la disidratazione.

Assunzione di farmaci antinfiammatorio e analgesico contro il mal di gola e la febbre (paracetamolo e ibuprofene)

Il paziente che viene ricoverato nella fase acuta della malattia, in condizioni gravi di emergenza viene assistito da un team multidisciplinare

 

Il fisioterapista collabora con il personale medico e infermieristico. Inoltre, sia per i pazienti in ventilazione meccanica invasiva (intubazione) che nei pazienti sottoposti a NIV/CPAP (ventilazione meccanica non invasiva) è molto importante EVITARE le posizioni scorrette assunte dal paziente, ma è utile il corretto posizionamento in base al quadro clinico (supino, decubito laterale, prono, seduto), riducendone lo sforzo durante il mantenimento. Si possono utilizzare cuscini e ausili che permettano una posizione stabile senza necessità di sforzo da parte del paziente. I fisioterapisti collaborano quindi oltre che nel corretto posizionamento del paziente, anche nella prevenzione delle complicanze che ne possono derivare, come lesioni da decubito e lesioni nervose da compressione, e infine nei casi dove risulta necessario, utilizzano varie procedure per la disostruzione bronchiale (manovre che favoriscono l’espettorazione). Si sconsiglia di far eseguire in questa fase: esercizi di respirazione diaframmatica, mobilizzazioni e stretching del torace, rinforzo attivo. Esercizi respiratori e muscolari Dopo aver superato la fase di emergenza con la remissione della sintomatologia più grave, con previa autorizzazione medica, è possibile iniziare una fase di recupero e lavoro attivo svolta per far fronte alla debolezza generale.

 

Si possono indicare esercizi come:

Respirazione diaframmatica

Respirazione effettuata riempiendo e svuotando la pancia, controllando il movimento con le proprie mani posizionate su torace e addome.

Il controllo del respiro diminuisce l’irritazione dell’albero bronchiale, inoltre permette di ristabilire un adeguato ritmo respiratorio. Eseguire quindi atti respiratori normali, gonfiando l’addome, mantenendo rilassate le spalle e la parte alta del torace. Generalmente si esegue l’esercizio per circa 3 minuti, due o più volte al giorno. È importante allenare i muscoli degli arti superiori in quanto alcuni di essi sono detti accessori della respirazione: la loro attivazione e coordinazione aiuta la dinamica respiratoria.

Ecco alcuni esempi:

Esercizio aerobico: esercizio di circa 20-30 minuti con cyclette o camminata a passo sostenuto (il tempo può variare a seconda delle condizioni cliniche del singolo).

Esercizi di rinforzo per braccia: con pesi di 1-2 kg (manubri o cavigliere) o in scarico, allenamento di muscoli come deltoide e pettorali. In genere sono sufficienti due serie da 10 ripetizioni, aumentando il carico quando è consentito. A seguire si può trarre giovamento dall’utilizzo di trattamenti miofasciali mirati alla parete toracica e a segmenti contigui che favoriscono lo scorrimento della pleura parietale e pleura viscerale che in condizioni fisiologiche scorrono tra di loro. I pazienti possono lamentare sintomi frequenti di una disfunzione come: dolori intercostali, residui di tosse, modificazione della voce, tracheite cronica. A questo lavoro possono essere abbinate tecniche di terapia manuale come pompage cervicale e toracico, lavoro sul diaframma e mobilizzazioni della clavicola e delle coste.

 

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