Il Decreto cura Italia aiuta le famiglie

Il Decreto cura Italia (DL n. 18/2020) ha previsto una serie di misure di sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi.
Le misure che più direttamente riguarderanno i redditi di lavoro dipendente sono sicuramente l’ampliamento della cassa integrazione in deroga, il blocco dei licenziamenti per i prossimi due mesi, il premio di 100 euro in busta paga per chi ha continuato a lavorare in sede e l’estensione dei permessi mensili previsti dalla Legge 104, mentre per le partite IVA rivestono particolare importanza la sospensione dei versamenti e gli indennizzi una tantum previsti a risarcimento dei danni subiti nel mese di marzo.

Tuttavia ci sono una serie di aiuti secondari da non sottovalutare che, se opportunamente sfruttati, possono creare altrettanti benefici per lavoratori e famiglie.

 

In primis, le misure di sostegno per le famiglie con figli colpite duramente dalla chiusura delle scuole. Nello specifico, i lavoratori dipendenti, oppure gli iscritti in via esclusiva alla gestione separata, con figli di età non superiore a 12 anni, hanno facoltà di richiedere alternativamente:

a) un congedo parentale straordinario della durata di 15 giorni, indennizzato con il 50% della retribuzione;
b) un contributo per l’acquisto di servizi di baby-sitting.

L’importo del contributo del bonus baby-sitting è di 600 euro, aumentato a 1.000 euro per i lavoratori del settore sanitario pubblico e privato accreditato (medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica e operatori sociosanitari) e per il personale del comparto sicurezza difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

 

Altre misure importanti sono quelle previste per la casa:

– per gli inquilini, blocco degli sfratti fino al 30 giugno 2020;

– per i proprietari, sospensione del pagamento delle rate del mutuo.

La possibilità di sospendere le rate del mutuo, già prevista per i lavoratori dipendenti che avevano perso il lavoro, col decreto cura Italia viene estesa anche alle partite IVA. Si potrà richiedere un blocco del pagamento delle rate fino a 18 mesi e non è richiesta la presentazione del modello ISEE. Le uniche condizioni per potervi beneficiare sono le seguenti:

 

  • il mutuo deve essere necessariamente stipulato per l’acquisto della prima casa e non per un’abitazione di lusso e deve essere stato acceso da più di un anno;
  • il capitale residuo del mutuo non può superare i 250.000 euro;
    non si può essere in ritardo con il pagamento delle rate per più di 90 giorni;
  • i lavoratori autonomi e i liberi professionisti dovranno autocertificare di aver registrato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus.

 

Altra importante misura agevolativa per le famiglie riguarda il lavoro domestico. Infatti, l’art. 37 del decreto ha rinviato il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali per il lavoro domestico (collaboratrici familiari, colf). I pagamenti con scadenza nel periodo dal 23 febbraio al 31 maggio 2020 potranno essere pagati entro il 10 giugno senza applicazione di sanzioni e interessi. La sospensione riguarda sia la quota a carico del datore che la quota a carico del lavoratore, che pertanto non dovrà essere trattenuta in busta paga.

 

Novità anche nel comparto auto:

  • le revisioni delle auto e delle moto che hanno scadenza al 31 luglio 2020, sono prorogate al 31 ottobre 2020;
  • è stato allungato di 15 giorni, portandolo a un mese, il periodo tra la scadenza dell’Rc auto e la sottoscrizione della nuova polizza assicurativa;
  • fino al 31 maggio 2020, chi riceve la notifica di una multa la potrà pagare con lo sconto del 30% entro 30 giorni, anziché i consueti 5 giorni di tolleranza.

 

E infine il blocco degli atti del fisco e della riscossione. Sono infatti sospesi:

  • i termini dei versamenti scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione (ex Equitalia), avvisi di accertamento esecutivi e avvisi di addebito INPS. Tali versamenti dovranno essere fatti in un’unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ossia il 30 giugno 2020.
    i termini del versamento del 28 febbraio 2020 relativo alla cosiddetta «rottamazione-ter». Tali versamenti sono differiti al 31 maggio 2020;
  • i termini di versamento del 31 marzo 2020 del cosiddetto «saldo e stralcio», che sono differiti al 31 maggio 2020.

 

Al momento, non è previsto alcun blocco dei pagamenti degli avvisi bonari dell’agenzia delle entrate. Pertanto, i contribuenti che hanno in essere rateizzazioni legate ad avvisi bonari (ex artt. 36bis e 36ter D.P.R. n. 600-1973 e art. 54bis D.P.R. n. 633-1972) dovranno continuare a pagare le rate anche in questi mesi difficili. A tal proposito, si attende una correzione già col decreto annunciato di aprile.

 

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