Un anno fa quel fuoco nella cattedrale dei credenti e non credenti

Il 15 aprile del 2019 bruciava la cattedrale di Notre-Dame de Paris. A un anno di distanza dal terribile incendio che scosse il mondo, una gru campeggia davanti alla struttura circondata da numerose impalcature. La sua guglia, uno dei simboli della capitale francese, crollò dopo essere stata divorata in poco più di un’ora dalle fiamme tra lo sgomento dei parigini e del mondo intero.

Nel quotidiano Agensir un anno fa diceva cosi’ il card. Gianfranco Ravasi: “Una cattedrale per credenti e non credenti, “una creatura vivente nella quale anche i non credenti entrano per fare un itinerario di bellezza”. Così il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha definito la cattedrale di Notre Dame, devastata ieri da un incendio di vastissime proporzioni. “Il Pontificio Consiglio della Cultura – ha ricordato il cardinale, durante la presentazione del padiglione della Santa Sede all’Expo di Orticultura a Pechino, in sala stampa vaticana – “ha inglobato, al tempo di Benedetto XVI, anche la Pontificia Commissione dei beni culturali, che ha un legame con tutto l’orizzonte di questo immenso patrimonio ecclesiale, che se è anche non è più di proprietà della Chiesa – come nel caso della cattedrale di Notre Dame, che è di proprietà dello Stato francese – rimane sempre una creatura vivente nella quale si celebra liturgia, si fanno incontri di fede, e nella quale anche non crescenti entrano per fare itinerario di bellezza”. “Mi ha colpito il fatto che molti parigini, e anche turisti, ieri piangessero di fronte davanti a questo evento, e questo manifesta che le grandi cattedrali, le grandi basiliche, sono in realtà dei corpi viventi”, ha detto Ravasi offrendo “una testimonianza personale e ottimistica, in questo momento così cupo”. “Gli inizi della cattedrale di Notre Dame risalgono alla notte dei tempi, all’inizio del gotico, nell’XI secolo – ha ricordato il porporato – e poi si continuerà a costruirla fino al 1325. La sua storia è simile a quella di una persona che, attraverso la sua vita, incrocia sofferenze, ferite, a volte sembra anche essere quasi sulla soglia della morte, e continuamente rinasce e rivive. Quella guglia che tutti avete visto crollare, col suo corpo di legno ricoperto di piombo, in realtà così com’e ora è stata costruita nel 1800, e quindi c’è questo continuo vivere attraverso gli interventi architettonici più diversi, tante volte anche attraverso ricostruzioni radicali”. Notre Dame è una cattedrale per i credenti e per i non credenti”.

 

 

 

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