L’impatto della pandemia sull’infanzia: proteggere i bambini ora e in futuro

Sebbene a livello globale il numero di bambini infetti da COVID-19 sia relativamente ridotto e con lievi sintomi, occorre considerare che la pandemia avrà un impatto enorme sulle loro vite. I bambini sono infatti un gruppo particolarmente vulnerabile, esposti a deprivazioni e a rischi di violenza domestica causati dal prolungato periodo di confinamento.

L‘imperativo di “restare a casa” è una sfida aggravata per quei bambini che vivono in condizione di povertà, uno su sei, secondo i dati forniti da Save The Children nel 2019. In Sardegna il 35,1% dei bambini e adolescenti, la terza percentuale più alta nel Paese, rischiano di veder peggiorare le proprie condizioni a causa delle conseguenze socio-economiche del Coronavirus. Molte famiglie hanno difficoltà a fornire un ambiente in cui sia possibile realizzare una didattica a distanza e tutto ciò è ulteriormente aggravato in presenza di minori con disabilità.

In che modo la pandemia e le risposte del governo stanno incidendo sui minori? Come proteggere i diritti dei minori nell’immediato e nel lungo periodo? Si tenta di monitorare una situazione che evolve rapidamente e che presenta aree di preoccupazione. Con la chiusura delle scuole in tutta Italia, infatti, emergono le iniquità esistenti nel sistema scolastico pubblico: alcune scuole sono in grado di offrire buoni metodi di apprendimento online ma non può si può nascondere che molte famiglie non dispongono nemmeno dell’accesso a Internet.

Per questo motivo gli investimenti pubblici saranno fondamentali per interrompere tali condizioni di svantaggio. Solo tutelando e proteggendo i diritti dei bambini sarà possibile dare una concreta risposta alla crisi che si aprirà nel post COVID-19.

 

 

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