Come mai la Pasqua non ha una data fissa ?

E’ la festa che celebra la risurrezione di Gesù, avvenuta secondo i vangeli, dopo la sua morte in croce. La sua data varia di anno in anno e viene fissata dal 22 marzo al 25 aprile, nella domenica seguente al primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera. La Pasqua cristiana si fissa in base al calendario lunare perché trae origine dalla Pesach, cioè la Pasqua degli ebrei, in coincidenza della quale sarebbe avvenuta la Passione di Cristo. Gli ebrei ancora oggi utilizzano un calendario i cui mesi durano quanto un ciclo lunare (29 o 30 giorni). La Pasqua ebraica viene (e veniva) celebrata il quattordicesimo giorno del mese nissàn, cioè in corrispondenza della luna piena di marzo-aprile. Perciò, fino al II secolo, i cristiani celebravano la Pasqua il 14 Nissàn per ricordare la morte di Gesù, che, secondo l’evangelista Giovanni, era avvenuta in quel giorno. In seguito prevalse il desiderio di celebrare la risurrezione del Cristo e nel 325 il concilio di Nicea, interpretando un passo di San Paolo, stabilì come data della Pasqua la domenica successiva alla prima luna piena di primavera. Dunque la Pasqua cristiana può cadere in un arco di 35 giorni: dal 22 marzo (nel caso sia plenilunio il 21 marzo, primo giorno di primavera, e il giorno successivo sia domenica) al 25 aprile (nel caso il primo plenilunio sia il 18 aprile e il giorno successivo sia lunedì). In dipendenza della data della Pasqua, risultano fissate una serie di feste “mobili”, come la Pentecoste, che si celebra 50 giorni dopo (nel computo si comprende anche la Pasqua), o le Ceneri, 47 giorni prima, che apre il periodo della Quaresima. Il privilegio di risolvere questa complessa matassa è spettato a un cattolico, Aloysius Lilius, nato a Cirò, in Calabria, che propose a Gregorio XIII due correzioni al Calendario Giuliano: la prima era togliere 10 giorni per correggere il ritardo accumulato nei secoli; la seconda, togliere tre giorni ogni quattro secoli. Togliendo poi tre giorni ogni cento secoli si ottiene il calendario “perfetto”, in cui la data della Pasqua e l’equinozio di primavera restano sincronizzati per centomila anni. Il sincronismo delle stagioni resta valido per oltre tre milioni e mezzo d’anni. L’elemento straordinario è che il Calendario Gregoriano è stato concepito prima che Galilei scoprisse la scienza.

Esso nasce infatti dalla “concezione mistica del tempo”, intuita da Dionigi il Piccolo mille anni prima, che stabilisce l’occorrenza della Risurrezione di Gesù in una data legata alla sequenza di tutti i movimenti di Terra e Luna. Ecco perché la Pasqua non ha una data fissa. Un elemento che associamo alla Pasqua è l’uomo, nell’iconografia cristiana, l’uovo è il simbolo della Resurrezione, il suo guscio rappresenta la tomba dalla quale esce un essere vivente. Secondo il paganesimo, invece, l’uovo è simbolo di fertilità: dell’eterno ritorno della vita. Dipingere e decorare le uova durante il periodo pasquale risale a quest’ultimo periodo: donarne uno colorato era sinonimo di auguri e buoni auspici. La forma, la tonalità di colore, la perfezione dell’uovo, ne hanno fatto un elemento fondamentale di miti molto complessi. L’uovo, ancestrale simbolo di vita, ha percorso i millenni tra le civiltà della Terra offrendo insostituibili fonti d’ispirazione ad artisti e pensatori: basti pensare all’uovo “cosmico” che, presso alcune antiche civiltà, è posto all’origine del mondo. Nella cosmologia egizia, ad esempio, il dio Ptah, creatore dell’uomo, è rappresentato mentre forgia un uovo. Sempre nell’antico Egitto, l’uovo come simbolo di vita è consacrato alla dea Iside. Il popolo dei Fenici usava come simbolo un serpente eretto con un uovo in bocca. Gli antichi Persiani, durante alcune cerimonie religiose, erano soliti scambiarsi uova colorate: le più semplici dipinte di rosso, le più ricche in oro. L’uovo è oggetto simbolico anche nella cultura cristiana. Nell’uscita del pulcino dall’uovo i primi cristiani raffiguravano un’espressiva simbologia della resurrezione di Cristo. Nelle tombe dei martiri a Roma si sono trovate uova simboliche di marmo. In seguito divenne un rito portare in chiesa le uova il giorno di Pasqua, perché fossero benedette. 

 

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