Metodologie didattiche

Con il nuovo concorso per la stabilizzazione dei precari, si richiede una competenza specifica anche nelle nuove metodologie didattiche. Le metodologie didattiche sono tutte quelle procedure che ci permettono di perseguire degli obiettivi prefissati. A seconda dell’obiettivo che ci proponiamo dobbiamo essere in grado di individuare la metodologia più adatta a quello scopo. Non basta tener conto degli obiettivi, è importante partire dalle abilità di base degli alunni, considerare le loro capacità e eventualmente bisogni particolari prima di adottare una qualsiasi metodologia per permettere lo sviluppo e l’acquisizione dei contenuti e delle competenze a tutti. Tenendo conto di questo la scelta del metodo e degli strumenti dipende quindi: dagli obiettivi che intendiamo raggiungere; dai contenuti che intendiamo proporre; dalla realtà della classe; dai ritmi di apprendimento degli allievi. Tra le metodologie non possiamo dire ci sia un metodo più valido di un altro, quindi non è possibile classificarli, ma possiamo distinguerli in base a ciò che vogliamo realizzare, tenendo conto dei fattori citati precedentemente. Grazie alla loro varietà i docenti possono scegliere la metodologia più adatta e riuscire a centrare l’obiettivo prefissato. Intanto facciamo ancora una distinzione tra: metodi affermativi, dove il docente chiede all’allievo l’emulazione del suo esempio per arrivare alla conoscenza; metodi interrogativi, dove il docente guida l’allievo attraverso il dialogo e il confronto nel ragionamento; metodi attivi, dove il docente ha una funzione di supporto ma è l’allievo il vero protagonista del lavoro di studio, che autonomamente arriva alla conoscenza con le sue capacità.

Giuditta Alessandrini, docente universitario di Pedagogia sociale del Lavoro e delle risorse umane e delle organizzazioni all’Università Roma Tre, parla anche di metodologie funzionali, non direttive, skinneriane o strumentali, metodologie a gruppi di lavoro, metodo del Team teaching. Queste tipologie vanno dall’addestramento puro e semplice, all’impiego di macchine didattiche, all’importanza di lavorare in groupwork, dove i processi di apprendimento si consolidano attraverso la discussione e il lavoro di gruppo. L’ultimo di questi il team teaching prevede l’insegnamento con più docenti, dove vengono integrate più competenze permettendo agli alunni di conseguire un apprendimento interdisciplinare, con dei collegamenti, confronti e integrazione tra i vari contenuti. Forse siamo ancora in fase di sperimentazione per alcuni di essi, ma necessariamente dobbiamo come docenti metterci in gioco e sperimentare appunto, per offrire un’offerta didattica sempre aggiornata, moderna e accattivante che stimoli interesse e favorisca la motivazione ad apprendere. Non ho parlato della lezione frontale che ancora oggi è la metodologia più usata, ma che va rivisitata, modificata per avere ancora qualche effetto sui ragazzi. Le metodologie ci sono, sta a noi applicarle ma prima di tutto conoscerle e studiarle, per avere una competenza metodologica piena e completa e sentirci dei veri promotori di conoscenza e cultura all’interno della classe.

 

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