Il Teatro della Passione

Chi ancora è convinto che l’arte teatrale sia virtù solo per alcuni fortunati e non per altri, chiaramente non si è accorto di quanto teatro circondi ogni giorno le nostre vite. E non parlo solo di ciò che è chiaramente riconducibile ad esso, ma in particolar modo di quello che in prima battuta non intendiamo come tale. In ogni caso, che lo si voglia o meno o che lo so noti oppure no, il teatro è quel “nocciolo espressivo” che nasce con noi e che continua a far parte di noi per tutta la nostra esistenza in innumerevoli forme, che cresce e si sviluppa con noi e tra di noi. Se guardiamo bene in fondo dunque, potremo notare quanto questo elemento possa ritrovarsi in ogni singolo momento della nostra giornata. 
 Durante questo periodo dell’anno che come di consueto pone maggiore attenzione e cura all’aspetto religioso, in ogni luogo sacro delle nostre comunità andrà presto in scena il suggestivo ed emozionante teatro della Passione, trasformando strade e piazze comuni in originali e dettagliate quinte e fondali della sacra rappresentazione, mescolando insieme religione e tradizione, rito e spettacolo, e dove l’astratto e misterioso bianco e nero del dogma farà spazio ad una vibrante e partecipata recita di popolo che prenderà avvio dalla Domenica delle Palme e si concluderà al termine del giorno di Pasquetta. La forte capacità aggregativa di tutto questo insieme antropologico è tale da attirare nelle sue manifestazioni non solo i fedeli più devoti ma anche moltissimi curiosi e amanti della cultura popolare. Di tutte le festività cristiane dunque, quella che di certo possiede in assoluto il più alto potenziale teatrale è sicuramente la Santa Pasqua, col suo carico di vicende umane e col suo progressivo e rapido incalzare di riti e cerimoniali antichi, che attraversa un’intensa serie di eventi e atti simbolici dal profondo coinvolgimento cristiano e umano.

Che la Pasqua Cristiana riesca a congiungere nella propria manifestazione umana la sua intima essenza religiosa e la sua concretizzabile vocazione teatrale è facilmente riscontrabile dalle modalità espressive con cui viene preparata oggi. Innanzitutto richiamando alla memoria le composte ed eleganti coreografie che accomunano le numerose processioni di confratelli, incappucciati, donne in preghiera e popolo del Signore, che si uniscono nel dolore e nel patimento alla Madonna Addolorata e al Cristo Morto. Ogni singolo gesto, sguardo, ogni sosta ed ogni passo ma soprattutto ogni silenzio rispondono ad una precisa regìa e sincronìa che appartengono ad uno specifico genere teatrale, quello appunto della sacra rappresentazione. E che dire della carica di pathos che piano piano viene a liberarsi tra la folla, dell’immedesimazione del pubblico attraverso l’osservazione e la partecipazione della gente che occupa lo spazio cittadino e che sussulta ad ogni istante, devoti o meno, con lo sguardo fervido e lucido d’emozione, il messaggio di esortazione ad unirsi al profondo spirito religioso dei quartieri popolari che vive proprio nelle rappresentazioni e nei riti della Santa Pasqua. Il genere teatrale delle sacra rappresentazione si occupa come argomento principale del fatto religioso, ovvero la comunicazione del X raccontato in maniera più artistica ed espressiva rispetto alle consuete letture e declamazioni dei testi sacri, con un più vivo intento esplicativo e divulgativo e una più sentita capacità di creare immedesimazione nell’evento per il pubblico di ogni età. In principio, la prima rappresentazione sacra alla quale possiamo riferirci fu il “presepio vivente” ad opera di Francesco D’Assisi nel 1223 D.C., realizzato all’interno dell’edificio religioso. Ben presto però la chiesa, diventò uno spazio troppo stretto per lo svolgimento delle rappresentazioni sacre, sia per le dimensioni effettive che per la libertà espressiva richiesta. Si iniziò così a costruire dei “palcoscenici” nei sagrati delle chiese e la conseguenza fu proprio la nascita di innumerevoli rappresentazioni teatrali con tematiche profane, ma non solo. Da tutto questo ebbero origine le numerose manifestazioni che attualmente viviamo oggi, con tutto il loro carico di splendore e di mistero. E come interpretano tutto questo i nostri bambini? Voglio dire, che tipo di messaggio arriva loro durante queste rappresentazioni? Non esiste un’unica risposta certo, tuttavia il nostro compito è chiaramente quello di guidare la loro interpretazione di tali eventi, magari cercando di accompagnare la visione di questi momenti così intensi e carichi di spiritualità con il racconto di storie e aneddoti sulla vita di Cristo, che possano incuriosirli e affascinarli, mostrando loro che ciò che si realizza davanti ai loro occhi per mezzo dei prodigi dell’arte teatrale e dei suoi meccanismi, non sia altro che l’occasione per ricordare il sacrificio compiuto per l’umanità e il rinnovo della nostra fede.

 

 

Foto Santuario di Bonaria

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