La Settimana Santa nell’ Isola

Il termine Pasqua, deriva dell’ebraico ‘Passak’, che significa ‘passaggio’. Anche ai cristiani la Pasqua ricorda un passaggio, quello che fece Gesù con la sua resurrezione, dalla morte alla vita. Per gli etnografi, invece, la Pasqua è sempre un rito di passaggio, ma in senso naturalistico, ossia pastorale e agricolo. Nella manifestazione religiosa e cristiana, essi vedono un rito antichissimo: quello che i popoli primitivi e pagani celebravano, inaugurando un nuovo ciclo dell’anno, e cioè la stagione della primavera. Comunque si voglia intendere questo rito, è certo che le feste pasquali ci deliziano di svariate forme pittoresche create dal popolo. La Sardegna è senza dubbio il luogo dove la fantasia esuberante popolare ha fatto germogliare cerimonie originali di grande interesse, che variano da paese a paese. Le cerimonie legate alla Pasqua rientrano tra le più importanti godibili anche a livello turistico. Infatti, durante la Settimana Santa è possibile assistere ad una serie di manifestazioni, dotate di grande fascino, molto suggestive, permeate da elementi che paiono magici.

In qualunque paese dell’isola, le processioni della cosiddetta ‘Pasca Manna’ e i cori che le accompagnano, hanno una carica drammatica senza eguali; non a caso il mistero della resurrezione di Cristo è tradizionalmente la ricorrenza religiosa più importante in Sardegna; probabilmente la festività più solenne e significativa dalla prospettiva del religioso. Facendo un excursus tra le cerimonie più importanti della Settimana Santa, troviamo diversi rituali. Durante la processione dei Misteri, vengono portate diverse statue che rappresentano i vari momenti della Passione di Cristo. Si parla del mistero della Pasqua riferendosi alla passione, alla morte, alla resurrezione e all’ascesa nel Regno dei Cieli da parte del figlio di Dio. La Domenica delle Palme, ossia la domenica che precede quella della Pasqua. In questa giornata le persone vanno in chiesa con delle foglie di palma intrecciate che vengono “benedette”, ma in alcune località della Sardegna si fanno delle vere proprie processioni delle Palme. Nel mercoledì Santo è d’obbligo, in alcuni paesi, la Via Crucis per le vie del centro storico. Il giovedì Santo, in ogni chiesa di paese, si svolge la lavanda dei piedi. Nella giornata dei Sepolcri vengono allestite le chiese; gli altari vengono decorati, solitamente con fiori, rami e Su Nenniri. Il venerdì Santo è la giornata de S’Incravamentu e S’Iscravamentu. Questa splendida e sottile distinzione terminologica, sta ad indicare il posizionamento della croce (“inchiodamento”) e la successiva deposizione (lo “schiodamento”). Si tratta di un rituale molto forte e commovente. Il sabato Santo è il giorno del silenzio, che si conclude a tarda sera con la Veglia Pasquale, durante la quale si benedice il fuoco nuovo e viene acceso il cero pasquale. A coronamento, la domenica di Pasqua, avviene S’Incontru. L’incontro in questione è tra Maria e Gesù risorto. Si tratta realmente di due processioni distinte con i due simulacri. Di solito si incontrano arrivando da due direzioni opposte, di modo da ritrovarsi uno di fronte all’altra. È un momento di grande importanza e commozione per la folla di credenti, che segna il vero e proprio inizio del festeggiamento della Pasqua.

La Settimana Santa in Sardegna è unica ed emozionante. Durante la Settimana Santa, in diverse località dell’isola, è possibile ammirare le processioni evocative. Ne sono un esempio i riti del Lunissanti a Castelsardo o la processione de Las Damas ad Alghero, così chiamata perché in passato le donne vestite di nero sfilano accompagnando la statua della Beata Vergine Maria. La maggior parte delle celebrazioni si svolge la sera, con una fiaccolata dove i fedeli indossano costumi tradizionali e intonano canti. Le tenebre ed i canti creano un effetto suggestivo strettamente legato non solo alla Passione di Cristo, ma anche ai cicli della vita dei contadini. A proposito di riti particolari, il Lunissanti di Castelsardo è una manifestazione popolare unica nel suo genere, in cui vengono portate in processione le statue dei Misteri. Il rito avviene il Lunedì Santo e rappresenta una sintesi del sentimento popolare, dove il momento sacro e solenne della Passione si fonde al profano con la festa per il ritorno della primavera. La cerimonia inizia molto presto con una messa celebrata all’alba, alla quale partecipano i confratelli prescelti per portare i Misteri e li cantori, che indossano l’abito della confraternita, una tunica bianca con cappuccio, molto suggestiva da vedere, soprattutto di notte. La processione dura alcune ore, e giunti al Monastero di Tergu, i Misteri vengono esposti davanti all’altare secondo il loro ordine di arrivo, mentre continuano i cori e vengono celebrati i sacramenti. Una grande folla segue la suggestiva processione che percorre le stradine medievali in penombra. Al termine i partecipanti si riuniscono in gruppi per pranzare sui prati. Sono questi i momenti in cui si celebra l’arrivo della primavera con pranzi e feste. In serata si rientra in paese percorrendo lo stesso itinerario della mattina e la processione si conclude con l’ingresso nella chiesa di Santa Maria. Per Castelsardo e i suoi abitanti, questa festa rappresenta una vera identità culturale, ed è il simbolo dell’attaccamento alla propria terra d’origine.

 

 

Foto di Nicola Ottolini

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