Bonus ristrutturazione edilizia 2020

Anche per il 2020 è confermata la detrazione irpef sui costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni residenziali situate nel territorio italiano. Ma quali sono i lavori che ci permettono di avere il rimborso irpef in dichiarazione dei redditi? Come devono essere effettuati i pagamenti e a quanto ammonta tale agevolazione? Il presupposto soggettivo per avere la detrazione Irpef è quello di possedere o detenere l’abitazione oggetto dell’intervento di restauro. Pertanto parliamo non soltanto dei proprietari degli appartamenti ma anche dei titolari dei diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, ecc.), degli inquilini e dei comodatari. I lavori agevolabili sulle singole unità abitative sono i seguenti:

– i lavori di manutenzione straordinaria, di restauro conservativo e di ristrutturazione edilizia

– i lavori necessari per la ricostruzione e per il ripristino degli immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi

– i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche

– gli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi

– gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico

– gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia

– gli interventi per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica

– gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici

Per tutto il 2020 il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione del 50% è di 96.000 euro. Ciò sta a significare che l’importo massimo recuperabile in dichiarazione dei redditi è di 48.000 euro suddiviso in 10 rate annuali (5 anni per i lavori antisismici), nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. A titolo di esempio, un contribuente che ristruttura casa sostenendo costi per 50.000 euro, potrà detrarre 25.000 euro suddivise in 10 rate annuali: 2.500 euro per anno. Il criterio è quello di “cassa”, ossia possono essere portate in detrazione solo le spese realmente sostenute nell’anno di riferimento della dichiarazione, così come risultante dalla data del documento attestante il pagamento. Pertanto se un contribuente sostiene 10.000 euro di costi nel mese di dicembre 2020 e i restanti 40.000 euro nei primi mesi del 2021, nella dichiarazione dei redditi dovrà riportare soltanto i 10.000 euro spese nel 2020. I restanti 40.000 euro dovranno essere inseriti nella dichiarazione dei redditi successiva. I pagamenti dovranno essere eseguiti con bonifico bancario o postale da cui risultino:

– causale del versamento, con riferimento alla norma (art. 16- bis del DPR 917/86); – codice fiscale del beneficiario della detrazione

– codice fiscale o numero di partita IVA del beneficiario del pagamento.

Gli adempimenti richiesti per richiedere la detrazione sono stati molto ridotti e semplificati negli ultimi anni. Nel modello 730 sarà sufficiente indicare i dati identificativi dell’immobile e dovranno essere fatte, a cura del direttore dei lavori, le comunicazioni al Comune (se necessarie), all’ASL e all’ENEA (quando la ristrutturazione ha una ricaduta positiva dal punto di vista del risparmio energetico). Per quanto concerne la documentazione da conservare ed esibire in caso di richiesta da parte dell’agenzia delle entrate, oltre alla ricevuta del bonifico, i contribuenti sono tenuti a conservare le fatture relative alle spese sostenute, le ricevute del pagamento dell’IMU e tutte le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili. Ma attenzione, la detrazione si perde e viene recuperata dall’agenzia delle entrate nei seguenti casi: – se non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente (quando obbligatoria) – se il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale o è stato effettuato un bonifico che non riporti le indicazioni richieste

– se, in occasione di un controllo fiscale, non si esibiscono le fatture che dimostrano le spese effettuate o le ricevute attestanti i bonifici

– se le opere edilizie eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie comunali

– se sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi (a tal proposito è consigliabile farsi rilasciare sempre una dichiarazione della ditta esecutrice dei lavori che attesta l’osservanza delle suddette norme)

 

 

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