Vaccinare il Cane e il Gatto, cosa c’è da sapere?

Vaccinare il proprio animale è un atto di responsabilità, che permette ai nostri amici a quattro zampe di vivere più a lungo e in salute. Sono diverse le patologie alle quali possono andare incontro i nostri cani e gatti, ma attraverso un protocollo vaccinale ben eseguito possono essere evitate. Molte persone non vaccinano il pet perché, secondo loro, vaccinare è più pericoloso della malattia. Purtroppo il risultato è veder morire costantemente tantissimi cani e gatti di malattie per cui era possibile la prevenzione col vaccino. Cercherò di chiarirvi, attraverso questo articolo, i numerosi dubbi che insistono attorno alla somministrazione dei vaccini, in cosa consiste l’immunizzazione dei cuccioli e quali sono i vaccini più spesso utilizzati per proteggere i nostri animali domestici. Ecco passo dopo passo cosa è bene sapere!

I vaccini sono obbligatori? In Italia, attualmente, non ci sono vaccinazioni obbligatorie per cani e gatti ma profilassi sostenute, a livello mondiale, dalle linee guida VGG (Vaccination Guidelines Group). La somministrazione di vaccini core (raccomandati) al cane o al gatto non solo permette la protezione del singolo animale dalle principali malattie infettive, ma fornisce un’ottima immunità alla popolazione canina e felina di una determinata area, minimizzando la possibilità di epidemie di malattie infettive. I vaccini non core (opzionali) sono quelli da usare solo in base ai rischi di una determinata zona geografica o allo stile di vita dell’animale.

Cosa sono i vaccini? sono preparati biologici costituiti da sostanze antigeniche, in grado di essere riconosciute dal sistema immunitario e indurre la produzione di anticorpi. La presenza di anticorpi specifici rende il soggetto “immune”, cioè capace di reagire all’agente infettivo immediatamente, evitando la comparsa della malattia. Gli effetti collaterali sono lievi e poco frequenti, un po’ di febbre, dopo uno o più giorni, sempre di breve durata, un piccolo gonfiore o un po’ di sonnolenza o di irritabilità. Reazioni più gravi sono possibili (anafilassi – Sarcomi postvaccinali del gatto) ma davvero molto rare. Il rischio, quindi, è minimo, soprattutto se paragonato al pericolo rappresentato dalle malattie che le vaccinazioni consentono di prevenire.

A che età si fa il primo vaccino? I cuccioli sono protetti contro molte malattie infettive grazie agli anticorpi contenuti in quella parte di latte materno che ricevono nelle prime ore di vita, il colostro. La protezione di origine materna dura meno di tre mesi. Per questo, i programmi vaccinali iniziano attorno ai due mesi d’età con la prima vaccinazione e sono completi dal terzo- quarto mese, quando gli anticorpi materni diminuiscono. La motivazione di un protocollo di questo tipo è permettere una “socializzazione precoce” dei cuccioli diminuendo nel contempo il rischio di malattie infettive. La socializzazione precoce è essenziale per lo sviluppo comportamentale dei cani, ed è necessario che il proprietario in questo periodo sia molto vigile,permettendo un’esposizione limitata del suo cucciolo solo ad aree controllate e solo ad altri cuccioli e adulti sani e completamente vaccinati. Prima della vaccinazione è indispensabile effettuare un esame coprologico (analisi delle feci, a cui segue la sverminazione di cani infestati) ed un accurata visita per vaccinare solo animali sani e non infetti.

Quali sono i vaccini “core” (raccomandati)? Per il cane consideriamo “core” i vaccini contro il virus del Cimurro, l’Adenovirus canino (epatite infettiva) e il Parvovirus (gastroenterite canina). La vaccinazione dei gatti è contro le seguenti malattie: rinotracheite infettiva felina (una malattia simil-influenzale causata da un herpes virus tipo1), calicivirosi felina (una malattia simil-influenzale con infiammazione della bocca causata da un calicivirus), panleucopenia felina (una malattia grave che provoca diarrea emorragica causata da un parvovirus) Altre vaccinazioni non-core (opzionali): Un esempio particolare di un vaccino che può essere considerato core solo in alcune nazioni è quello contro il virus della rabbia. In un’area geografica in cui questa infezione è endemica, tutti i cani dovrebbero essere vaccinati di routine per la protezione della popolazione sia animale sia umana. In molti Paesi, la vaccinazione antirabbica viene richiesta dalla normativa vigente, e in genere è necessaria anche per la movimentazione internazionale degli animali da compagnia. L’Italia è attualmente indenne da rabbia, ma questo tipo di vaccino è indispensabile per far viaggiare cani e gatti verso altri Paesi. La Leptospirosi è una malattia infettiva a carattere zoonosico (trasmissibile dall’animale all’uomo) causata da un batterio. È una patologia ad alta mortalità e morbilità nell’uomo e negli animali. Topi e ratti fungono da principali serbatoi per la trasmissione delle leptospire tramite l’escrezione urinaria. La vaccinazione dei cani contro la leptospirosi (ogni 6 mesi oppure una volta l’anno in relazione al tipo di vita del cane), oltre alla protezione a lungo termine, limita la formazione dello stato di portatore ed eliminatore, proteggendo così altri cani e gli esseri umani da questa zoonosi. La leucemia felina  (FeLV) è una malattia contagiosa, molto diffusa tra i gatti, in cui causa un’elevata mortalità. Il virus della FeLV (Retrovirus) è trasmesso dal gatto infetto tramite saliva, secrezioni o sangue e questo può avvenire anche nelle fasi iniziali dell’infezione, quando il gatto non manifesta ancora alcun sintomo. In gatti a cui è permesso uscire all’aperto o che hanno la possibilità di entrare in contatto diretto con altri gatti di cui non si conosce lo stato di salute, è consigliabile eseguire la vaccinazione.

Per concludere arriva la conferma dal Dipartimento sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità: al momento non esistono prove che dimostrino che animali come cani o gatti possano essere infettati dal SARS-CoV-2, né che possano essere una fonte di infezione per l’uomo (ISS, 1 marzo 2020).

 

 

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