Numero 3 – Marzo 2020

 

 

L’EDITORIALE 

di Nicola Pinna – Vice Caporedattore

 

Cari lettori,
questo mese ci ha colto alle spalle, imponendo una dura prova a tutti noi. Inaspettatamente le nostre vite sono state stravolte nella loro dimensione più semplice, la quotidianità. L’emergenza causata da CoVid 19 miete continuamente vittime e obbliga milioni di persone a restare chiuse nelle loro case, per scongiurare gli effetti più nefasti.
In seno a questo orizzonte precario abbiamo visto nascere originali iniziative, per cercare di ricreare – seppure a distanza – quella rete di relazioni che in pochi giorni è stata interrotta. Generosi sono stati i gesti di sostegno e di solidarietà verso chi svolge il compito più delicato in questi frangenti, il personale medico e sanitario. Loro sono il nostro punto di riferimento per questa terribile vicenda, eroi che si prendono cura con grande spirito di sacrificio del numero sempre crescente di malati.
Presentare questo numero dedicato alla Settimana santa significa parlare anche di questi temi. Perché persino la dimensione religiosa ha dovuto fare i conti con le restrizioni imposte da un morbo impietoso. Tutte le funzioni si celebreranno a porte chiuse, molti dei tradizionali riti collegati a questo periodo del calendario liturgico saranno ridimensionati in streaming. Da parte nostra era impossibile non ricordare quello che è un momento di straordinario valore culturale e spirituale, ma lo abbiamo fatto da una prospettiva che cerca di indicare uno spiraglio di senso in mezzo a tante angoscianti e confuse notizie. Perché il giornalismo deve informare, ma può anche stimolare una riflessione costruttiva.
Riponiamo fiducia nella speranza come principio che guidi il nostro agire: è il saldo timone cui aggrapparsi nelle incertezze. È lo sforzo di vedere come le cose stiano in movimento, come si evolvano. La bufera finirà, il mondo e la socialità muteranno. Ma, mentre la paura ci sta cambiando ancora il volto, sapremo far tesoro della nostra fragilità?

 

 

Foto di Copertina di Marco Sanna

 

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