La lettura come occasione per prendersi cura di sé

LEGGI BENE… CHE TI PASSA!

In questo periodo di sedentarietà e quarantena provvidenziale, forse non c’è niente di meglio che riscoprire i vecchi piaceri connessi alla lettura e allo stare insieme.

Eh si… tutti ci siamo sentiti un po’ come il Boccaccio in fuga da Firenze per scampare alla grande epidemia di peste del 1348 la quale diverrà poi la cornice della sua immortale opera: il Decameron. Non solo… nella nostra mente riaffiorano, spesso sbiadite (e aggiungerei anche ‘purtroppo’), le immagini raccontate da Renzo per opera dell’onnisciente Manzoni nei Promessi Sposi, ed anche in quei capitoli XXXI – XXXII interamente occupati da una digressione storica che ricostruisce la diffusione della peste a Milano (avvenuta tra il 1630/31) e le sue drammatiche conseguenze.

Questo è però il XXI secolo e verrà probabilmente ricordato come il secolo delle distopie realizzate. In una società così social, smart, fast, take away, touch and go, liquida poiché senza basi e riferimenti stabili – avrebbe detto il sociologo Zygmunt Bauman – siamo sempre più connessi alla rete e leggiamo molto meno di un tempo. O meglio… leggiamo molto ma frettolosamente, senza approfondimento, certezza ed autorevolezza delle fonti. Passiamo da un argomento all’altro, sciatti e superficiali nell’analisi e comprensione del testo, rischiando spesso  una vera e propria “overdose da informazione” che, inequivocabilmente, tende ad amalgamare il vero e il falso in un’unica entità. Leggere un libro (e, per estensione, un qualsiasi altro testo, saggio, articolo informativo, narrativo, scientifico, giornalistico, ecc.)  richiede impegno e una concentrazione che il mondo di internet ci sta facendo perdere.

È necessario, oggi più che mai, riappropriarci del piacere della lettura, del farla “nostra” per tenercela nel cuore. Tante volte leggere è come viaggiare, man mano che le pagine scorrono visualizziamo i luoghi e immaginiamo come sono. Impariamo cose nuove e ci nutriamo di informazioni su paesi lontani o su culture che non conosciamo. Quando leggiamo, viviamo le emozioni dei personaggi che popolano romanzi e racconti, e questo ci rende più empatici. Siamo in grado di relazionarci meglio con gli altri perché li comprendiamo di più avendo vissuto il loro sentire.

Quasi come un tesoro nascosto da tempo, scaviamo nel nostro passato alla ricerca di quelle vecchie ma sane abitudini letterarie che contraddistinguono l’Italia nel mondo. Questo è il paese dei già citati Boccaccio e Manzoni, ma anche, solo per citarne alcuni, di Dante, Petrarca, Ariosto, Macchiavelli, Parini, Alfieri, Foscolo, Pirandello, Verga.

La lettura ci aiuta a fermarci e a non correre sempre, ad immergerci in un altro mondo, lasciando andare tutto quello che ci preoccupa. Leggere ci rende più creativi, permettendoci di attingere ad un bagaglio di storie e nozioni che man mano alimentiamo nel tempo.

Leggiamo bene oggi per comprendere al meglio (il) domani.

 

 

 

 

©Riproduzione riservata

 

 

© Riproduzione Riservata - Sardegna Società