La Lombalgia dolore e cure

Il termine lombalgia, più comunemente noto come Mal di schiena, indica un dolore che coinvolge i muscoli e le ossa della regione lombare, corrispondente alla parte inferiore della schiena. La lombalgia è la principale causa di disabilità a lungo termine nel mondo; la sua incidenza nel corso della vita è circa dell’80%, determinando ogni anno la perdita di milioni di giornate lavorative. Si tratta di un disturbo aspecifico: non si può parlare di una patologia in sé, non è possibile ricondurlo ad una sola causa, perché è riconducibile a più fattori e può presentarsi in diverse forme e avere più localizzazioni. Le cause del dolore vertebrale sono numerose. Alcuni studi hanno evidenziato che solo il 20% delle lombalgie è provocato da un problema specifico della colonna vertebrale (patologie rachidee); il restante 80% è provocato da cause non specifiche quali posture e movimenti scorretti, stress psicologici, lavori pesanti, sovrappeso, squilibrio tra muscolatura anteriore e posteriore.

 

La lombalgia può avere una durata variabile, si può classificare in:

Acuta: con durata inferiore alle 4 settimane,

Subacuta: durata compresa tra 4 e 12 settimane e quindi Cronica: con durata superiore ai 3 mesi. 


 

La lombalgia acuta è caratterizzata da un tipo di dolore, causato da una disfunzione del tessuto connettivale, muscolare, articolare e discale, che si accompagna a fenomeni infiammatori. L’infiammazione e il dolore fanno parte del processo di guarigione e cessano, in media, entro i 30 giorni. In questo tipo di lombalgia rientra il comune “colpo della strega”.
Il dolore acuto a livello del rachide è un segnale d’allarme, una reazione di difesa, che porta a cambiare posizione; ha un ruolo protettivo e adattativo, serve a impedire i movimenti che possono danneggiare ulteriormente la colonna vertebrale.
 Il dolore cronico è legato ad un mantenimento della sintomatologia nel tempo, un dolore esteso, talvolta irradiato ai glutei e agli arti inferiori, una limitazione della mobilità articolare, una errata gestione ergonomica del corpo, associati ad un basso livello di attività fisica, dieta scorretta e altri disturbi dell’apparato locomotore o disfunzioni interne.

La FISIOTERAPIA prevede una sinergia tra le comuni e più moderne terapie fisiche strumentali: Infrarosso, TECAR terapia, stimolazioni magnetiche; unite a terapie manuali: Massoterapia, Pompages, Tecniche osteopatiche e manipolazioni del tessuto connettivale (fascia superficiale e profonda).

Ѐ importante fornire informazioni utili al paziente per un corretto utilizzo della colonna e indirizzarlo verso esercizi e posture utili, avvalendosi di metodiche come McKenzie, Mezieres e Souchard. Assieme ad una corretta riabilitazione può essere utile avvicinarsi ad attività specifiche come il pilates per ottenere più fluidità e controllo nei movimenti.

 

 

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