Il libro Caraval, un viaggio tra realtà magica e misteriosa

Trama: Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l’imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l’aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall’isola e dal suo destino… Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l’edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre…

 

Quando mi sono approcciata a questo romanzo non sapevo cosa aspettarmi. Le mie ultime letture fantasy sono state una delusione e avevo paura che potesse succedere anche con Caraval, il primo volume della trilogia.

Il libro racconta la storia di due sorelle molte unite, Rossella e Donatella, che nonostante siano cresciute insieme sono l’una l’opposto dell’altra. Se Rossella – soprannominata Sella – è la più razionale e prudente, Donatella – detta Tella – è sprovveduta e spesso incosciente. Le due vivono con il potente e inquietante padre, che spesso e volentieri le punisce severamente adottando punizioni corporali. L’unica via di uscita per entrambe è il matrimonio di Rosella con un conte di cui lei non conosce nulla, neppure il nome.

Fin da piccola, Rossella ha sentito parlare da sua nonna di Caraval, uno spettacolo di perdizione e magia. Per anni la ragazza ha scritto una lettera a Legend, l’ideatore del gioco, con la richiesta di parteciparvi. Inaspettatamente riceve risposta e assieme a essa tre biglietti: due per lei e la sorella, e uno per il suo promesso sposo. Tuttavia, Rossella entra a Caraval grazie all’aiuto di Julian, un avvenente ragazzo che nasconde molto più di quanto non dica.

Donatella, nel frattempo, è scomparsa e lo scopo del gioco sarà proprio ritrovarla.

Ho apprezzato questo romanzo per la sua originalità. Nel panorama fantasy è facile scadere in lunghe e noiose descrizioni farcite di cliché; qui, invece, c’è un equilibrio perfetto e ogni capitolo è permeato da misteri che il lettore non vede l’ora di svelare. La tematica del gioco pericoloso è stata introdotta da Hunger Games tempo fa e, benché me lo ricordi, Caraval se ne discosta completamente.

Si tratta di un fantasy un po’ steampunk negli abiti e nell’ambientazione, ma ben congeniato. A un certo punto la narrazione si tinge di giallo e aumenta la curiosità del lettore.

Le descrizioni sono incredibili, con poche parole l’autrice è in grado di stampare un’immagine vivida nella mente, a dimostrazione che non serve abbondare con i dettagli e gli aggettivi per evocare le scene. Anche i personaggi sono caratterizzati bene: Rossella, Dante, Julian e Donatella hanno delle personalità nitide. Lo stesso non si può dire dei comprimari, che tuttavia emergono per altre caratteristiche.

Molto ingegnosa anche la scelta dell’autrice di associare un colore per ogni emozione, perché rende ancora più evocative le descrizioni.

Ho apprezzato l’idea di far maturare Rossella durante il gioco e ciò lo rende quasi un romanzo di formazione. Lei è una ragazza che non rischia mai, è sempre prudente e ligia al dovere; durante il corso della storia, a causa delle regole dello spettacolo, imparerà a lasciarsi andare e a essere più flessibile.

L’unica nota negativa è il worldbuilding. Non vengono fornite molte informazioni riguardo il mondo nel quale la storia è ambientata, perciò chi legge non riesce a immaginarselo bene. Si conosce Caraval, si sa il nome dell’isola natale delle due sorelle, ma il resto viene lasciato al caso ed è un vero peccato.

In definitiva consiglio Caraval a chi ha il desiderio di immergersi in una realtà magica, misteriosa e un po’ pericolosa.

 

 

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