La Quaresima: tempo di sole rinunce o soprattutto di grazia?

La Quaresima è il tempo in cui ci prepariamo alla Pasqua. È un tempo di penitenza, in cui facciamo delle rinunce. Ma perché facciamo questo? È possibile che questo tempo di quaranta giorni sia solo una parentesi dell’anno in cui facciamo o non facciamo qualcosa perché si deve o non si deve fare? Certamente né il Signore, né la Madonna e né i santi hanno bisogno delle nostre rinunce. La Quaresima è un tempo di Grazia, in cui ci alleniamo a dire e dirci dei no che delineano la nostra libertà. Il pensiero comune crede che la libertà sia non avere limiti, ma è esattamente il contrario. Essere davvero liberi vuol dire saper dire no. Quando tu impari a dire di no quando ti costa, allora sei davvero libero perché ciò a cui stai rinunciando non ha potere su di te. La penitenza non è una punizione ma un’arma, come recita la colletta del Mercoledì delle Ceneri:

 

“O Dio, nostro Padre,
concedi al popolo cristiano
di iniziare con questo digiuno
un cammino di vera conversione,
per affrontare vittoriosamente
con le armi della penitenza
il combattimento contro lo spirito del male.”

 

Tutta la nostra vita è un combattimento spirituale e la Quaresima è la grande occasione di crescere in questa lotta. Il male odia le persone libere, perché la libertà è ciò che ci rende a immagine e somiglianza di Dio. E non pensiamo che usi chissà quali mezzi. Si insinua con ciò che è apparentemente innocuo, ma che ci distoglie dall’essenziale. Certo, resistere in questa lotta non è semplice, anzi. Ma noi possiamo resistere e persino vincere perché non siamo soli. Dice San Paolo nella lettera agli Efesini: “Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove.”

 

 

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