Numero 2 – Febbraio 2020

 

 

L’EDITORIALE 

di Andrea Agostino – Caporedattore

 

Cari lettori,
eccoci con un nuovo numero di Sardegna Società dedicato alla Sartiglia e al Carnevale Isolano che sta per concludersi. Questo numero permette anche di ricordare la “Festa della Donna”, o meglio la sua importanza e valorizzazione. Questo editoriale vorrei perciò dedicarlo alla donna. La nostra terra di Sardegna ci ha fatto conoscere tante donne 
che in diversi ambiti si sono distinte per la loro professione, capacità artistiche, letterarie, musicali, ma anche religiose. Tra i volti delle donne mi piace citare Grazia Deledda nativa di Nuoro, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926, prima donna italiana a ricevere questo premio. Con la sua bravura artistica non possiamo non ricordare Maria Lai nativa di Ulassai. Inconfondibile la voce di due grandi donne del panorama musicale come Marisa Sannia di Iglesias e Maria Carta nativa di Siligo, entrambi secondo generi diversi hanno saputo emozionare tante persone portando la musica fuori dalla nostra isola.
In campo sanitario Nereide Rudas nativa di Macomer, è stata la prima donna, in Italia, a fondare e dirigere, nel 1978, una clinica psichiatrica. Dopo di lei, bisognerà aspettare oltre vent’anni perché una donna sia di nuovo chiamata a ricoprire questo incarico. Scorrendo le pagine della nostra storia di Sardegna non possiamo non citare Eleonora d’Arborea, rappresenta una dei principali personaggi della storia sarda. La nostra isola ci fa ricordare anche le donne che hanno raggiunto la fama di santità come la Beata Edvige Carboni, Beata Gabriella Sagheddu, Beata Antonia Mesina, Beata Elisabetta Sanna, Beata Maria Cristina di Savoia, la Serva di Dio Suor Anna Bachis, Ildegarde Cabitza, Maria Paola Muzzeddu, Simona Tronci, ed infine quelle donne silenziose che l’isola le reputa figlie adottive essendo state punti di riferimento per tanta gente e per i poveri come la Beata Giuseppina Nicoli che si prese cura de Is Piccioccus de Crobi, alla Serva di Dio Suor Teresa Tambelli. E’ veramente difficile citare ogni nome con il rischio di dimenticare qualcuno, ma ognuno ha lasciato la sua firma nella nostra isola. Ricordiamo inoltre quelle donne lavoratrici nelle miniere in particolar modo quelle vittime di Montevecchio.

 

 

Foto di Copertina di Simon Ska

 

© Riproduzione Riservata - Sardegna Società