L’importanza del fare Teatro a Scuola

Nonostante troppo spesso venga aspramente criticata sotto ogni punto di vista, la scuola è pur sempre considerata in maniera unanime un luogo insostituibile per la formazione e la crescita di tutte le persone, che mediamente trascorrono al suo interno un terzo della propria vita. L’inestimabile valore della scuola viene sminuito e stigmatizzato ad ogni occasione, tuttavia essa risulta costantemente al centro dell’attenzione poiché si ritiene che proprio tra i banchi di scuola crescano negli anni quelli che poi diventeranno gli uomini e le donne della società futura. Al sistema formativo perciò spetta l’arduo compito di garantire ininterrottamente ampie vedute, importanti occasioni e possibilità di crescita in una realtà che si fa via via più complessa e sfaccettata, insomma un posto che formi e insegni a vivere nel rispetto di sé stessi e degli altri.

La scuola vive anche oltre le aule e il consueto orario scolastico, con iniziative di qualsiasi genere e natura che consentono agli allievi di sperimentarsi attivamente e di mettersi in discussione, progetti ricchi di stimoli che insegnano a relazionarsi e collaborare con gli altri, a comprendere quali sono le qualità dell’altro e a cercare di farle emergere e valorizzarle. Tra le numerose proposte, non possono certo mancare i preziosi percorsi esperienziali che hanno a che fare con il teatro e che permettono agli alunni di ogni ordine e grado di avvicinarsi al mondo delle arti della scena, in maniera attiva, protetta e guidata.

Il binomio scuola-teatro è considerato da moltissimi anni un importante strumento educativo in grado di affrontare in maniera parallela e alternativa differenti tematiche sensibili ai giovani e alla società d’oggi. Sono innumerevoli gli aspetti positivi e i benefici che si riscontrano grazie a questo tipo di esperienze di gruppo, nell’immediato come nel lungo termine, sia per quanto riguarda la capacità di esprimersi su più fronti e di comunicare in modo più libero, che per i risvolti pedagogici, psicologici e terapeutici innescati. Non solo: la relazione con l’altro, l’ approccio empatico, il lavoro sull’autostima e la gestione consapevole delle emozioni sono solo alcune delle dimensioni che il teatro è in grado di stimolare, amplificare e in qualche modo potenziare gradualmente. Con il teatro i ragazzi vengono condotti per mano in un fantastico viaggio alla scoperta di loro stessi e degli altri, sperimentando tutti i linguaggi espressivi di comunicazione alternativi al parlato, abbattendo distanze artificiose e creando solidarietà, all’interno di uno spazio fisico e mentale dove l’assenza del giudizio e della prestazione a tutti i costi predispone ad un contatto più intimo, profondo e ricco di significati.

La passione per il mondo del teatro per me è nata proprio così, attraverso l’iniziativa di alcuni insegnanti illuminati della scuola superiore che non finirò mai di ringraziare per la loro premura nell’averci offerto all’epoca una preziosa alternativa, permettendoci di vivere un’esperienza davvero importante per la nostra crescita che al tempo non credevamo fosse così potente ma che certamente avrebbe segnato molti di noi per sempre. E come loro, tengo in particolar modo a sottolineare lo sforzo esemplare dei tanti insegnanti che portano avanti con sacrificio queste esperienze durante l’anno scolastico, poiché abitare il teatro non è solo indossare un costume di scena e imparare a memoria una parte, e proprio la scuola dovrebbe aiutare a comprendere questo aspetto particolarmente delicato.

Aggiungo, per la particolarità e la delicatezza delle dinamiche messe in gioco dai partecipanti durante ciascun incontro (e non lezione, badate bene!), soprattutto parlando di bambini e ragazzi, la conduzione di un laboratorio teatrale all’interno del contesto scolastico dovrebbe essere affidata ad operatori professionalmente preparati e dotati di grande sensibilità artistica e umana. Sarebbe dunque più che opportuno che le scuole, come per ogni altro esperto a cui sovente ci si affianca, vagliassero con attenzione i curriculum di chi si propone appunto come esperto di teatro, vigilando su di essi in termini di competenze reali, poiché come è da sempre risaputo saper fare bene una cosa non significa necessariamente saperla insegnare: saper essere bravi attori ed avere all’attivo diverse esperienze di spettacolo non è certo garanzia di saper insegnare ad altri (specie ai più piccoli), l’arte del palcoscenico.

Non dimentichiamoci infine che l’approccio al teatro per i più piccoli deve avvenire necessariamente all’interno di un contesto di gioco divertente e senza pressioni di alcun tipo, con tanti stimoli e lontano da qualunque velleità artistica o ambizione di successo, valorizzando le relazioni e le dinamiche di gruppo, i contributi spontanei e personali di ciascuno e le continue occasioni di crescita e di riflessione che solo il teatro è capace di offrirci.

 

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