Nella Giornata del Ricordo l’intervista a Gianluca Scroccu

«Favorire la ricerca storica per non essere indifferenti al presente»

Si conclude oggi – lunedì 10 febbraio – il ciclo di iniziative d’approfondimento storico, organizzato e diretto dal Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali dell’Università di Cagliari, dedicato alle due ricorrenze del 27 Gennaio, Giornata della Memoria, e del 10 Febbraio, Giornata del Ricordo intitolata “Memoria e Didattica del Giorno del Ricordo delle Vittime delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata”.

Anche in quest’occasione, il contributo dell’Ateneo cagliaritano è fondamentale alla riflessione e ricostruzione storica grazie agli incontri ed eventi dedicati al tema e al ricordo delle vittime delle Foibe e degli italiani costretti all'esodo dalle ex province italiane della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, è un tema che ancora divide. Esattamente quindici anni fa, nel 2005, noi tutti fummo chiamati per la prima volta a celebrare il «Giorno del Ricordo», in memoria dei circa 3000/5000 italiani e italiane torturati, assassinati e gettati nelle foibe (le fenditure carsiche usate come discariche) dalle milizie della Jugoslavia del maresciallo Tito alla fine della seconda guerra mondiale. 

Gianluca Scroccu, docente di storia contemporanea della Facoltà di Studi Umanistici e co-organizzatore delle attività seminariali insieme al collega prof. Luca Lecis, ha così commentato: «La giornata di oggi, così come quella del 27 Gennaio, si inserisce in un percorso di riflessione sulla memoria Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali ma anche dell’Ateneo di Cagliari che ha aderito al manifesto della storia lanciato sulle pagine del quotidiano “La Repubblica” da Andrea Giardina, Liliana Segre e Andrea Camilleri nel Maggio 2018». 

Prosegue Scroccu: «È di fondamentale importanza favorire la ricerca storica ampliando l’accesso agli studiosi più giovani e, allo stesso modo, dedicare più ore alla disciplina nelle scuole medie e superiori. La giornata del Ricordo rappresenta una ferita ancora aperta che deve essere sanata con la conoscenza storica, senza farsi dilaniare dalle opzioni della politica. È una questione di grande attualità e modernità ed al tempo stesso ci fa riflettere sull’essenziale carattere della politica del 900: la violenza. Abbiamo ritenuto fosse fondamentale l’analisi delle storie di uomini e donne, grazie a filmati e immagini, così da poter vedere come si insegna questa pagina della storia costruendo percorsi didattici precisi per gli studenti e le nuove generazioni». E conclude: «Citando una delle frasi più significative di Liliana Segre “è nostro dovere coltivare la Memoria, uno dei vaccini più preziosi contro l'indifferenza”.

L’appuntamento è alle ore 16:00 presso l’Aula Magna Motzo della Facoltà di Studi Umanistici in via Is Mirrionis 1, Cagliari. Oltre alle autorità politiche ed istituzionali saranno presenti il Prorettore Vicario prof. Francesco Mola, il Prorettore alla Didattica e direttore del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali prof. Ignazio Putzu e la Presidente della Facoltà di Studi Umanistici prof.ssa Rossana Martorelli. Durante la conferenza interverrà il prof. Aldo Borghesi (Università di Sassari e membro dell’ISTASAC - Istituto per la Storia dell'Antifascismo e dell'Età contemporanea nella Sardegna centrale) con una relazione intitolata "Foibe ed esodo giuliano-dalmata. Un percorso nelle vicende storiche del confine nordordientale".

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