Non ti curar di loro, ma guarda e passa, avanti Sanremo

Super criticato, contestato bipartisan dalla politica, giudicato dai benpensanti, sbeffeggiato dalle comari e cicisbei, boicottato dai giovani, sotto accusa degli estremisti, in odore di eresia e scomunica… ma, nonostante tutto, Sanremo è Sanremo.

Ieri ha preso avvio la 70esima edizione del Festival della Canzone Italiana, condotto da Amadeus e accompagnato sul palco del Teatro Ariston da Diletta Leotta, Rula Jebreal e dall’amico di sempre, Fiorello. La prima impressione è di certo positiva: il debutto, con una media di 10 milioni 58mila telespettatori e con il 52,2% di share, migliora di certo le aspettative, sempre impreviste.
Secondo le statistiche, lo share raggiunto nella serata di ieri è il più alto dalla prima serata dal 2005, quando il Festival fu condotto da Paolo Bonolis ed esordì con il 54.10%.

Non è però il direttore artistico Amadeus ad aprire la kermesse ma un raggiante Rosario Fiorello. Che dire di lui? Beh… trascina tutte e tutti nei suoi fantastici monologhi ed è, a tutti gli effetti, l’anima della festa.

Se le gaffe e le «pestate di cacca» - come le ha definite la comica Luciana Littizzetto nella puntata di Che Tempo Che Fa del 2 Febbraio scorso – durante la conferenza stampa hanno creato un po’ di malumori su di lui, c’è da dire che Amadeus è un vero padrone di casa, a suo agio, da un lato emozionato dall’altro rilassato. Ci aspettiamo grandi cose.

Ma le grandi protagoniste di questa prima serata sanremese sono le donne. Dal monologo sulla bellezza di Diletta Leotta, che si conferma una vera professionista di casa RAI, a quello contro la violenza sulle donne di Rula Jebreal. Un racconto che arriva dall’esperienza personale, dalla sofferenza, dalla sincerità di una vita vissuta, un bellissimo esempio di resilienza, coraggio e grande umanità.

Chi è riuscito a monopolizzare l’attenzione del pubblico di Sanremo e dei social è stato però Achille Lauro: il suo obiettivo era proprio questo. Ispirandosi alle celebre scena attribuita a Giotto in una delle Storie di San Francesco della Basilica Superiore di Assisi, ha impressionato chiunque lasciandosi scivolare dalle spalle il mantello di San Francesco (firmato Gucci) e svelando un completino intimo che sta dividendo l’Italia intera. Ha detto il cantante: «dalla musica nasce la mia concezione dell’arte, dello scrivere, del dipingere e dell’utilizzare il mio stesso corpo come una vera e propria opera».

Altro fondamentale pilastro di questa 70esima edizione è Tiziano Ferro. Da Domenico Modugno a Mia Martini, il cantante di Latina ha fatto impazzire tutti. Bisognerebbe ringraziarlo di cuore per averci regalato queste due magnifiche performance con la sua consueta eleganza, stile e sensibilità.

 

Questa è la classifica della prima serata votata dalla Giuria demoscopica:

1 – Le Vibrazioni
2 – Elodie
3 – Diodato
4 – Irene Grandi
5 – Marco Masini
6 – Alberto Urso
7 – Raphael Gualazzi
8 – Anastasio
9 – Achille Lauro
10 – Rita Pavone
11 – Riki
12 – Bugo e Morgan

 

 

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